Il Tirreno

Pisa

Lavoro, irregolari sei aziende su dieci

di Pietro Barghigiani
Lavoro, irregolari sei aziende su dieci

Inflitte sanzioni per 3,1 milioni di euro con 457 ingiunzioni di pagamento. Dilaga il sommerso tra edilizia e commercio

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PISA. Sei aziende su dieci non sono in regola. Dalle piccole infrazioni al sommerso come ragione sociale per andare avanti senza tutele per i lavoratori, né il becco di un euro da versare all’erario. È una crisi che non si schioda dai dati dell’ultimo report quella fotografata dalla Direzione territoriale del lavoro, guidata dalla dottoressa Annamaria Venezia.

Maggioranza illegale. Da gennaio a settembre, il 57 per cento delle 596 aziende ispezionate è risultato irregolare e su 1243 lavoratori controllati, 210 non sono in regola con le normative e altri 102 sono impiegati totalmente al nero: 991 sono stati invece gli illeciti amministrativi contestati e 234 le notizie di reato e prescrizioni contestati agli imprenditori, per un totale di sanzioni pari a 567mila euro (91.251 già riscossi), mentre è di 711mila euro l’imponibile tra evasione e omissione contributiva. Sono state 291 le ditte dell’edilizia controllate, 262 quelle riferibili a commercio, pubblici esercizi e servizi, 28 dell’industria e 15 nell’agricoltura.

Battere cassa. Le ingiunzioni di pagamento sono state 457 per 3,1 milioni di euro. Hanno rateizzato il conto per 239mila euro, riscossi 118mila euro e iscritti a ruolo 2,3 milioni.

Crisi stagnante. «Quello che scoraggia – afferma la direttrice Venezia – è che da almeno cinque anni questi numeri non cambiano. Segno di una crisi profonda. Ma c’è un altro dato che deve far preoccupare. Sono sempre di più i lavoratori che si presentano da noi e non sanno quali sono i loro diritti, né qual è la loro situazione contrattuale. Manca la consapevolezza del precariato».

Sicurezza. Uno degli elementi sottolineati dalla dirigente è la scarsa attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro, visto che il 62% delle notizie di reato riguarda il settore delle prevenzione degli infortuni sul lavoro che si collega all'impiego molto frequente di lavoratori privi di qualunque copertura contrattuale. Fenomeno che colpisce per lo più il comparto edilizio dove i 13 provvedimenti di chiusura del cantiere riguardano tutti l'impiego in nero di oltre il 20% delle maestranze. Ma anche nei pubblici esercizi, nelle piccole aziende artigiane e nella piccola industria sono stati adottati per lo stesso motivo 39 provvedimenti di sospensione dell'attività. Se per i servizi ci sono state 27 revoche, cioè aziende che si sono messe in regola, per l’edilizia le revoche delle sospensioni sono state 9. «Ciò significa – chiarisce la direttrice – che quattro imprese hanno preferito lasciar perdere il cantiere piuttosto di regolarizzare il personale».

Controlli su cultura e turismo. La vigilanza è stata mirata anche nel settore degli eventi culturali e di carattere fieristico ed espositivo. Sotto la lente è finito il rispetto delle disposizioni di legge sulle assunzioni dei lavoratori e quindi anche sulla sicurezza nei posti di lavoro. Sono stati ispezionati luoghi organizzati ad ospitare eventi culturali e di carattere fieristico ed espositivo dove sono stati montati e smontati palchi ed attrezzature che richiedevano l’impiego di personale dotato di adeguate attrezzature per la sicurezza. Sospesa l’attività per la presenza di ben quattro lavoratori al nero e senza la dotazione delle attrezzature. Dalla vigilanza nel settore turistico-alberghiero finalizzata al controllo sugli appalti dei servizi di animazione sulla costa è stato evidenziato il ricorso frequente al contratto a progetto. Nessuna irregolarità.

Minori al lavoro. Tra le violazioni penali contestate si registrano due notizie di reato per minori impiegati nel lavoro notturno in pubblici esercizi e ristorazione e 34 appalti illeciti.

Immigrati al nero. Sono 135 le aziende che occupano extracomunitari e dei 275 lavoratori immigrati 40 erano al nero. «Quando non si vogliono rispettare le regole, di solito ne fanno le spese i soggetti più deboli» commenta la direttrice Venezia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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