Piccole aziende, solo il 3% farà investimenti nel 2013
L’indagine della Camera di Commercio conferma che gli imprenditori pisani vedono nero: sono il 2% coloro che prevedono un aumento del fatturato
PISA. L'indagine sulle piccole e medie imprese, condotta dalla Camera di Commercio, conferma come gli imprenditori pisani, non diversamente dai colleghi toscani, vedano nero anche per il 2013. Rispetto ad un 2012 già abbastanza negativo, nel corso del quale solo il 4% delle imprese pisane ha aumentato il fatturato rispetto all’anno precedente, nel 2013 la quota di coloro che prevedono un aumento scende addirittura al 2%: la più bassa dal 2008.
Come lo scorso anno, pur essendo molto estesa, la crisi interessa soprattutto le imprese che lavorano sul mercato domestico (il 45% di quelle che operano esclusivamente in questo segmento prevede una contrazione del proprio giro d'affari), mentre la quota di esportatori che si aspetta per il 2013 una contrazione è "solo" il 19%.
L'andamento decrescente della quota di imprese che dichiarano di avere in corso/prevedere attività di investimento è forse il risvolto più preoccupante della crisi. La fortissima riduzione della quota di aziende che segnalano l'intenzione di realizzare investimenti (nel 2013 solo il 3% li farà) determinerà senza dubbio un'obsolescenza degli impianti che non potrà che riverberarsi sulla capacità competitiva del sistema imprenditoriale.
Il permanere di un ampio divario tra la quota di imprese che hanno concesso dilazioni di pagamento (il 31%) e coloro a cui sono state accordate (l'11%) spiega le difficoltà che le imprese stanno affrontando sul fronte della liquidità. Nonostante le pessime previsioni relative all'andamento del fatturato per il 2013, i dati segnalano un leggero miglioramento della situazione finanziaria. Se nel 2012 il 40% degli imprenditori pisani prevedeva un ulteriore peggioramento della propria posizione, tale quota dovrebbe scendere, nel 2013, al 33%.
I dati relativi al 2012 segnalano un aumento della quota di imprese che registrano un peggioramento nelle condizioni di accesso al credito: sono la metà di quelle che hanno chiesto un finanziamento. Tre fattori hanno influito su questo risultato: la richiesta di maggiori garanzie (segnalata dal 90% delle imprese che hanno segnalato maggiori difficoltà nell'accedere ad un fido), l'aumento dei tassi di interesse (l'88%) e l'allungamento dei tempi di analisi delle pratiche (il 64%).
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