Il Tavolo del Litorale discuta delle piattaforme sugli scogli
PISA. Un tavolo tra associazioni e Comune per capire le reali intenzioni sulla possibilità che la prossima stagione estiva veda realizzato il progetto delle piattaforme sugli scogli a Marina di Pisa....
PISA. Un tavolo tra associazioni e Comune per capire le reali intenzioni sulla possibilità che la prossima stagione estiva veda realizzato il progetto delle piattaforme sugli scogli a Marina di Pisa. Lo chiede la Confesercenti per voce del presidente del litorale Alessandro Cordoni. «Quello che ci interessa in questo momento, perlomeno a noi - dice - non è la ricerca sul soggetto cui spetti il riconoscimento della primogenitura del progetto delle piattaforme, ma sapere se la palla rilanciata dall’assessore Eligi venga o no fatta propria dall’intera amministrazione. E se si è disposti a riavviare un percorso che porti a valorizzare ulteriormente il lungomare di Marina. Non sarà certo un nuovo porto, ma una ghiotta occasione per gli operatori sicuramente sì. Auspichiamo quindi che l’amministrazione sia disposta a riaprire un tavolo di concertazione per verificare la fattibilità delle proposte delle categorie».
L’occasione può essere, suggerisce Cordoni, «il tavolo del Litorale Pisano, dove chiediamo che questo argomento venga messo all’ordine del giorno, invitando anche il sindaco a partecipare con noi ad un incontro con gli operatori interessati a portare avanti la proposta». Cordoni spiega come per Marina sarebbe un incredibile valore aggiunto, proprio dal collegarsi al porto e all’auspicabile aumento delle presenze turistiche. «Le associazioni di categoria hanno da tempo avanzato la proposta di realizzare delle piattaforme sulle scogliere. In origine le proposte miravano solo a ricreare, a Marina in particolar modo, un valore aggiunto rispetto alla scarsa offerta turistica. Ma quelle proposte, come troppo spesso accade nella nostra città, caddero nel vuoto per ragioni “ambientali” e “paesaggistiche”. E molto dipese dalle opinioni che, su questo argomento, furono espresse da chi non si ricordava più cosa c’era e cosa rappresentavano le attività economiche che si svolgevano tra via Repubblica Pisana e il mare negli anni Cinquanta e Sessanta. Sulla sorte toccata ai “Punti blu” abbiamo già avuto modo di spiegare i motivi del loro “fallimento” - conclude -. Adesso però sarebbe sciocco da parte nostra non approfittare della “scoperta” che l’assessore Eligi ha fatto in Sicilia e che, opportunamente ed intelligentemente, ha raffrontato con la nostra realtà riaprendo un capitolo che pareva definitivamente accantonato».
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