Il Tirreno

Pisa

Ticket sulle sagre per aiutare il turismo

di Daniele Benvenuti
Ticket sulle sagre per aiutare il turismo

Proposta-provocazione del presidente Confesercenti: «Non è giusto penalizzare sempre le solite categorie già in difficoltà»

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PISA. «Una tassa sulle sagre, o meglio una sorta di biglietto di ingresso simbolico i cui introiti saranno destinati agli investimenti per il turismo così come avviene per l’imposta di soggiorno».

È la provocazione del presidente di Confesercenti Antonio Veronese, all’indomani delle dichiarazioni dell’assessore Paolo Ghezzi al nostro giornale sulle necessità di aumentare le risorse per il turismo attraverso “una revisione dell’entità”.

«Il vicesindaco Ghezzi vuole incrementare le risorse economiche da destinare al turismo – dice ancora Veronese –, non possiamo accettare però che siamo sempre le stesse categorie a pagare. E faccio riferimento chiaramente alle strutture ricettive e alla tassa di soggiorno. Ma anche alle attività commerciali della città che risentono, ad esempio, dell’aumento del ticket per la sosta dei bus turistici con conseguente riduzione della permanenza a Pisa».

Da qui l’idea di tassare le sagre. Ancora il presidente Confesercenti: «La nostra associazione è impegnata ormai da anni in una campagna contro il proliferare di sagre e feste paesane. Nessuno mette in discussione il valore sociale (e anche economico) di iniziative mirate magari legati a prodotti tipici del territorio. Ma negli ultimi anni ci pare che le sagre siano diventate forme di business per soggetti privati in aperta concorrenza con ristoranti e pizzerie. Crediamo sia giusto, allora, che quelle iniziative meritevoli, perché legate realmente al mondo del volontariato ed al territorio, contribuiscano anche loro alla promozione turistica. Ne loro stesso interesse». Il presidente di Confesercenti prova anche a snocciolare qualche cifra. «Ribadendo il concetto che noi la sagra la intendiamo come iniziativa che abbia un valore sociale e gastronomico reale e soprattutto di durata limitata, possiamo calcolare che nella provincia di Pisa nel periodo estivo si svolgano un centinaio di sagre o feste varie. Un numero di presenze, quindi, che si aggira intorno alle 500mila unità. Basterebbe una sorta di biglietto d’ingresso simbolico (2 euro) per ottenere 1 milione di euro».

Soldi da investire nel turismo con un contributo da parte dei cittadini, insiste Veronese. «In questa maniera tutti darebbero una mano economica al rilancio del turismo del nostro territorio. Un rilancio fatto di posti di lavoro. Soldi freschi da spendere per la promozione, per la segnaletica turistica, per nuovi punti di informazione turistica, ma anche per aprire musei e sito d’importanza culturale che devono fare i conti con le ristrettezze economiche e quindi di personale. Tutto questo – ribadisce il presidente Confesercenti – senza gravare sempre sulle solite categorie già alle prese con la difficile quadratura dei bilanci. Abbiamo già dato e non accetteremo ulteriori balzelli sui nostri imprenditori. Comunque non ci risulta che sia previsto un tavolo di discussione sulla modifica dell’attuale imposta di soggiorno. E comunque il sindaco si è sempre impegnato a passare attraverso la concertazione per quanto riguarda temi importanti come quelli legati al turismo». Veronese conclude rispondendo anche all’assessore Ghezzi sulla promozione del litorale. «È vero Tirrenia, Marina e Calambrone non hanno pubblicazioni da portare alle fiere del turismo. Per questo abbiamo costituito la rete d’impresa “Litorale pisano incoming” composta da imprenditori che il prossimo ottobre sarà presente alla fiera del turismo di Rimini con propri pacchetti. Noi facciamo la nostra parte. È giusto che anche gli altri facciano altrettanto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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