Il Tirreno

Pisa

La svolta sui rifiuti scontenta i cittadini «Puniti i virtuosi»

di Daniele Benvenuti
La svolta sui rifiuti scontenta i cittadini «Puniti i virtuosi»

Non piace la decisione di utilizzare soltanto i centri fissi «Si disincentiva la raccolta differenziata e addio ecobonus»

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PISA. La rivoluzione del sistema di raccolta differenziata, con la modifica del servizio dei centri ambientali mobili (Cam) utilizzabili adesso solo per conferire i rifiuti pericolosi, sta scatenando le prime polemiche tra i cittadini al rientro dalle ferie. In molti si sono rivolti al nostro giornale per criticare questa rimodulazione del servizio partita da qualche settimana che, in pratica, consente di differenziare i materiali più tradizionali (dalla carta al vetro, dalla plastica all’organico) solo nelle quattro isole ecologiche fisse. Questo, ovviamente, per ottenere i punti dell’ecobonus attraverso la tessera magnetica; nel caso contrario, ci sono sempre i cassonetti. Un passaggio in attesa del porta a porta, servizio che il Comune ha come obiettivo per raggiungere la fatidica quota del 65% di raccolta differenziata imposta dall’Europa. Tutto questo, poi, con i paletti imposti dalla Tares (che comunque tra durerà solo un anno per poi far posto probabilmente alla service tax) che riduce di molti i margini economici delle amministrazioni in fatto di rifiuti. Ma in attesa di cambiamenti, le stazione ecologiche mobili accetteranno solo rifiuti così detti pericolosi. Tutto questo almeno fino alle fine dell’anno. La prima conseguenza di questa modifica, sono le file alle stazioni ecologiche, soprattutto quella di via Pindemonte tra la sorpresa di chi era appena rientrato dalle ferie. «Recandomi alla postazione mobile (Cam) – ci scrive Andrea Lepri - ho capito perché avevo trovato una fila lunghissima al centro di raccolta fisso: i Cam non accettano più carta, vetro, multimateriale e biologico. Insomma le principali cose che raccolgo quotidianamente e che adesso dovrò portare solo ai centri fissi. Ora, visto che si faceva già un po’ di fila anche ai Cam, lasciare solo quattro postazioni fisse significa distruggere lo sforzo economico ed educativo fatto fino a oggi per la raccolta differenziata. La gente tornerà a usare i cassonetti sotto casa (dove il vetro è ancora col multimateriale) – aggiunge il signor Lepri - o peggio penserà bene di gettare il materasso o il mobile di casa nelle discariche abusive. Secondo me si butta via quanto di buono fatto fino ad oggi e se, oltretutto, le mie previsioni saranno corrette c’è da domandarsi come farà Pisa a rispettare le quote di raccolta per evitare la ecotassa? Auspico che la decisione presa possa essere rivista o quantomeno possa essere tenuto in vita almeno un Cam (con le vecchie regole di raccolta) che a rotazione vada in tutti i quartieri. In fin dei conti, e penso agli anziani e agli studenti, non tutti hanno l’auto per spostarsi».

Critico anche un altro lettore, Giovanni Mandorino: «Se questa si chiama ottimizzazione – esordisce - Riduciamo la disponibilità delle postazioni mobili limitandola all'orario d'ufficio. Riduciamo il tipo di rifiuti che le postazioni accettano e invitiamo l'anziano (o lo studente, o chi comunque per scelta di vita osa fare a meno dell'automobile privata) che abita in via S. Martino ma anche a Cisanello, a conferire i suoi rifiuti in una postazione che si trova a diversi chilometri di distanza. Senza considerare – conclude il signor Mandorino – il calcolo dell’ecobonus. Una persona come me produce una quantità di rifiuti tale che non raggiungerebbe mai la sua "quota" per attivare l’ecobonus neanche se riuscisse a conferire il 90% di tutti quelli prodotti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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