Rachele è rimasta sott’acqua 4-5 minuti. L’allarme dato da un bambino
Tragedia in piscina: gli inquirenti hanno analizzato il video della telecamera di sorveglianza in cui la bambina di 5 anni resta nel fondo della vasca. Si aggrava la posizione delle due bagnine iscritte nel registro degli indagati
PISA. Non un minuto come sembrava in un primo momento, Rachele Medda, la bambina di 5 anni che mercoledì 28 agosto è deceduta, è rimasta nel fondo della piscina addirittura 4-5 minuti. Un tempo lungo che apre nuovi scenari sull’inchiesta che stanno svolgendo i carabinieri ed è coordinata dalla Procura di Pisa.
Si aggrava la situazione delle due bagnine iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi del reato di omicidio colposo. Ad accorgersi che la piccola Rachele era accucciata in fondo all’acqua, è stato un bambino. Da qui è poi scattato l’allarme. «Ma lei come fa a respirare se sta sott’acqua?». Con questa domanda rivolta a una bagnina da parte di un bambino che partecipava al corso di nuoto (messa a verbale dai carabinieri) sarebbe partito l’allarme nella piscina comunale dove si è consumata la tragedia di Rachele Medda, morta a 5 anni e su cui si aprono inquietanti interrogativi
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