Il Tirreno

Pisa

Pierpaolo e Cristiana ricoperti d’affetto

di Giovanni Parlato
Pierpaolo e Cristiana ricoperti d’affetto

Intorno ai genitori di Rachele gli amici e i colleghi di Psichiatria, mentre Canottieri Arno sospende le attività per lutto

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PISA. La professoressa Liliana Dell’Osso, direttore dell’Unità operativa di Psichiatria 1 dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana, conosce bene sia Pierpaolo Medda che Cristiana Manzi, il babbo e la mamma della piccola Rachele, la bambina di 5 anni, morta nel pomeriggio di mercoledì alla piscina comunale durante una lezione di nuoto ai campi estivi organizzati dalla Canottieri Arno che gestisce l’impianto sportivo.

«Con Pierpaolo, in questi due giorni, mi sono sentita più volte e Cristiana è stata una mia allieva, sono una coppia straordinaria», dice la professoressa Dell’Osso che continua: «Cristiana è una donna dolcissima, mite, buona. Non meritava un dolore così grande. Le ho parlato, ho cercato di starle vicino. E Pierpaolo l’ho trovato come lo conosco, un uomo equilibrato e dignitoso,Ma tutta la clinica è stata vicina a Pierpaolo e Cristiana, due persone che sono stimate e apprezzate».

Intorno alla coppia di genitori, che ha un bambino più piccolo di Rachele, si è stretto l’affetto e la solidarietà dei tanti colleghi e dei tanti amici. E sarà il funerale il momento più straziante che si svolgerà quando sarà terminata l’autopsia disposta dalla magistratura e la salma sarà restituita alla famiglia.

Da una parte c’è il dolore indicibile della famiglia Medda e dall’altro ci sono anche due persone affrante per quanto accaduto.

Sono le due bagnine che erano in piscina e stavano guidando il corso di nuoto dei bambini alla piscina comunale. Da fonti vicine agli inquirenti, le due donne (una trentenne e una quarantenne) sono molto provate emotivamente dalla situazione. Avevano seguito corsi di addestramento, ma un conto è una simulazione e un altro l’intervento diretto specialmente quando la persona da assistere è una bambina di 5 anni.

La società Canottieri Arno, intanto, da mercoledì, giorno della tragedia, ha sospeso tutte le attività fino al 2 settembre (come ha comunicato in una nota), così come sono state chiuse le due sedi del sodalizio. L'informazione agli utenti è affidata a un cartello posizionato agli ingressi che annuncia la chiusura in segno di lutto.

Intanto i vertici della Canottieri hanno deciso di intraprendere anche la strada del silenzio. Nessuno parla per rispetto alla famiglia colpita dalla tragedia, ma anche per non intralciare l'indagine che ha investito le due bagnine in servizio ieri durante il corso di nuoto in cui ha perso la vita Rachele Medda e che sono state indagate per omicidio colposo in attesa dell'autopsia che oggi sarà affidata al medico legale Luigi Papi.

L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte della piccola, se si è trattato di un malore o di un annegamento. E su questo aspetto, la famiglia Medda ha nominato, come consulente all’esame, la dottoressa Benedetta Guidi, mentre ha nominato suo legale, l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio.

La piccola, secondo il racconto delle bagnine ai carabinieri, si è improvvisamente irrigidita ed è andata sott'acqua perdendo conoscenza. Subito soccorsa e riportata in superficie, la piccola è stata sottoposta alle pratiche rianimatorie che però non sono riuscite a salvarla.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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