Il presidio
La città invasa dai fan di Harry Potter
In centinaia sono arrivati da diverse parti d’Italia per il raduno nazionale che andrà avanti fino a sabato
PISA. L’appuntamento ufficiale per l’inizio delle attività era nel primo pomeriggio, ma i primi maghi e streghe sono apparsi in città già a metà mattina. Divisa uguale per tutti: camicia bianca e pantaloni o gonna nera, da personalizzare con la cravatta della “squadra” di appartenenza. Rossa per i Grifondoro, gialla per i Tassorosso, blu per i Corvonero e verde per i Serpeverde. Così i fan di Harry Potter, la saga da 450 milioni di copie della scrittrice inglese Joanna Rowling, si sono riconosciuti a prima vista ancora prima che il raduno nazionale – in programma da ieri al 31 agosto – avesse inizio. Un’occasione per fare nuove amicizie basate su un’unica grande passione, che ha portato oltre 400 ragazzi e ragazze per la maggior parte tra i 16 e i 25 anni (ma non sono mancati gli adulti) ad affrontare anche molti chilometri pur di partecipare alla quarta edizione dell’iniziativa, la prima in Toscana.
«Arrivo da Frosinone e mi sono alzato alle sei per prendere il treno», racconta davanti alla stazione Matteo Rocchi, 19 anni, diplomato al liceo linguistico. Il suo equipaggiamento è da manuale: oltre alla cravatta gialla e allo stemma della Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts appuntato sulla giacca grigia, porta con sé una statuetta a forma di gufo (che nella saga è l’animale addetto alla consegna della posta) e una bacchetta magica ricavata da una bacchetta per suonare la batteria. «Sono nato con Harry Potter e a un raduno come questo mi sento a casa – afferma –. Non vedo l’ora di giocare a Quidditch come Cacciatore e di andare al Ballo del Ceppo, visto che adoro ballare. Ma non ho ancora trovato una compagna».
Tra le prime ad arrivare ieri mattina anche Martina Fantoni e Laura Incolligo, due amiche 22enni appassionate la prima di fantasy, la seconda di storia. Discutono sul rapporto tra Harry Potter e il Signore degli Anelli. «Sono due cose diverse per qualità di scrittura e per cultura degli autori», è l’opinione di Martina, che arriva da San Miniato. «Tolkien in fondo ha inventato tre lingue, mentre Rowling si è limitata a usare frasi latine per gli incantesimi». Ma Laura non sembra convinta. La sua passione per Harry Potter è in fondo vicina agli interessi di studio: pensa di fare il dottorato in storia moderna inglese all’università di Cambridge. «E pensare che all’inizio Harry non lo volevo neanche leggere! – scherza –. Ma poi il primo libro l’ho finito in due ore. Ora li ricordo tutti praticamente a memoria, e per questo non vedo l’ora di fare il Magic Quiz».
«Perché mi piace Harry Potter? È come chiedermi perché respiro». È ancora più decisa Alessandra Minghi, 22 anni di Navacchio, studentessa di lingue. Idee chiare sulla saga: il suo passaggio preferito è quando Harry e Ron inventano il diario dei sogni per la professoressa Cooman, mentre come personaggio ha un debole per Neville Paciock, «che all’inizio non riesce a fare niente, ma poi cresce. In fondo la saga è bella per questo: insegna valori importanti per ciascuno di noi, e anche noi lettori maturiamo e impariamo insieme a Harry». Nel frattempo la coda per entrare alla Stazione Leopolda, base operativa del raduno, è cresciuta a dismisura. Dentro sono pronti gli stand degli ambienti e i quattro lunghi tavoli delle Case con sopra gli stendardi. Al pub Tre manici di scopa sono esposte le bottiglie di Whisky Incendiario, Acquaviola e Idromele barricato. La bacheca della Gazzetta del Profeta, il giornale dei maghi, annuncia le probabili dimissioni del Ministro della Magia e uno speciale su Draco Malfoy. La foto di un gatto è ben incorniciata nel lezioso ufficio della professoressa Umbridge, color rosa confetto. Nell’aria si diffonde la colonna sonora del film. La magia è già cominciata.
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