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Furto in villa a Pappiana Rubati oro, dipinti e fucili
I ladri sono entrati in azione nel pomeriggio quando i proprietari erano al mare Rubata anche l’auto che era parcheggiata in giardino oltre alle chiavi di un Suv
SAN GIULIANO. Ladri devastano in pieno giorno una villa arraffando soldi, gioielli, due fucili da caccia e una collezione di dipinti per poi andarsene con un’auto prelevata nel carport della proprietà. Sicuramente un colpo da professionisti per tempi e modalità considerato anche che nessuna traccia è stata rinvenuta dopo i rilievi effettuati da una squadra della scientifica inviata prontamente sul posto dopo la denuncia effettuata al Comando provinciale dei carabinieri.
Il colpo è stato portato a termine nell’assolato pomeriggio di domenica sulla via Lenin appena un centinaio di metri dalla frazione di Pappiana. In quella fascia oraria i proprietari erano al mare e la casa era incustodita al punto che non è stato difficile per i ladri accedervi anche per l’assenza di allarme, dopo aver forzato la persiana e la porta finestra dell’entrata secondaria al piano terra che guarda sulla via Cimarosa. Una volta entrati nel salone si sono diretti nello studio del proprietario, Alberto Sbrana, un agente di commercio ormai in pensione, che vive nella spaziosa casa insieme alla moglie. Lì hanno cominciato a trafugare le prime cose compreso un prezioso ago placcato oro per la “puntatura” dei prosciutti, tecnica che serve a verificare la bontà della stagionatura.
«Mi sono accorto al mio rientro che qualcosa non quadrava – afferma visibilmente affranto Alberto Sbrana – in quanto non riuscivo ad aprire il portone principale. Ho subito pensato al peggio e la conferma è arrivata quando ho fatto il giro della casa. La persiana era forzata e il vetro rotto della portafinestra non lasciava alcun dubbio su quanto fosse successo. Mi sono precipitato nello studio, alcuni quadri erano spostati forse per la ricerca di una possibile cassaforte e il prezioso ago non era più affisso al suo posto sulla parete dietro la mia scrivania».
Prima di andarsene i ladri avevano provvidenzialmente chiuso i battenti interni del portone centrale nel tentativo di impedire quanto più possibile ai proprietari di accorgersi del furto e dare l’allarme. Completamente devastato il piano superiore con cassetti e armadi aperti, effetti personali rovesciati sul pavimento e materassi addirittura divelti. All’appello mancano un pc portatile, una macchina fotografica, una cinepresa professionale, oro, gioielli, 400 euro in contanti e 14 quadri da cui i ladri hanno strappato le tele lasciando le cornici rinvenute in una stanza attigua allo studio. Dipinti di pittori principalmente pisani e livornesi per un controvalore che non supera i quattromila euro e che conferisce una ulteriore nota di giallo al furto visto che sono state ignorate opere di maggior valore come del resto preziose collezioni di piatti in ceramiche come originali creazioni in cristallo Swarovshy esposte in una vetrinetta. Ma la sorpresa maggiore c’è stata quando lo Sbrana si è accorto della mancanza della Fiesta Ford parcheggiata nel cortile, una beffa tra le beffe visto che i ladri si sono anche impossessati delle chiavi di riserva della Toyota Rav 4 con cui Sbrana era fuori con la moglie. «Intanto – conclude lo Sbrana - ho provveduto a far cambiare il blocco di avviamento della Rav per scongiurare altre brutte sorprese. Stime del furto sono ancora in fase di aggiornamento e spererei tanto che almeno la Ford potesse essere ritrovata».
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