Il Tirreno

Pisa

Ecco la Tares, più cara la tassa sui rifiuti

di Francesco Loi

Si paga in due rate, prima scadenza il 16 settembre. Sconti e agevolazioni del Comune per residenti e commercianti

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PISA. Si pagherà di più, questo è sicuro. Chi tanto di più e chi qualcosa in meno. Ma entro il 16 settembre, data della prima scadenza di pagamento, i pisani dovranno mettere pesantemente mano al portafoglio. Entra in scena la Tares, la nuova tassa sui rifiuti, quella che sostituisce la Tarsu. Le lettere di avviso sono partite, in diversi le hanno già ricevute. A fianco riportiamo le simulazioni fatte da Sepi (Società Entrate Pisa) su come e cosa cambia nel passaggio da un tributo all’altro: il nuovo meccanismo porta, in ogni caso, ad aumentare la tariffa. Vale per le abitazioni e vale per i locali che ospitano attività produttive e commerciali. Le situazioni sono diverse, vediamo allora la nuova tassa nel dettaglio.

A cosa serve. La Tares è il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi istituito dal governo nel 2011 (legge Salva Italia) su tutto il territorio nazionale. Il presupposto è che questo tributo deve essere pagato da tutti coloro che possiedono o detengono locali, ma anche aree scoperte, “suscettibili” di produrre rifiuti urbani. Con la cifra che incassano i Comuni devono coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e al loro smaltimento, oltre a quelli dei servizi cosiddetti indivisibili, soprattutto verde, illuminazione pubblica, manutenzione stradale. La Tares rimpiazza la Tarsu (o la Tia) e ad essa si aggiunge la maggiorazione dello 0,30 euro al metro quadro per i servizi indivisibili; ulteriore voce è quella del tributo provinciale per le funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente (Tefa).

Chi incassa. Questa è la cornice della nuova tassa. Poi entrano in gioco i Comuni per l’applicazione. Cosa succede a Pisa lo hanno spiegato gli assessori Andrea Serfogli (bilancio) e Salvatore Sanzo (ambiente), il direttore di Sepi Claudio Grossi, la responsabile Sepi del tributo Annalisa Dolinich e Marco Redini della direzione ambiente del Comune. Si sottolinea come Palazzo Gambacorti «incassi solo la parte Tares, mentre il gettito relativo alla maggiorazione va allo Stato e il tributo provinciale resta alla Provincia».

Come si calcola. La rivoluzione della Tares si concretizza anzitutto nei parametri di calcolo, diversi per utenze domestiche e utenze non domestiche. Il cambio per le abitazioni è radicale: se con la Tarsu tutto si basava sui metri quadri, con la Tares entrano fortemente in ballo anche gli occupanti. Di fatto, ora paga di più chi occupa una piccola casa con tanti abitanti. «Questo - dice Serfogli - provoca anche effetti pesanti, con risvolti sociali, che il Comune ha cercato di mitigare». Come? Con una cifra (intorno al milione di euro) già prevista nel vecchio bilancio e da destinare ad una serie di agevolazioni.

Rate e scadenze. Insieme alla lettera informativa che sta arrivando ai cittadini si trova il modello F24 per il pagamento (in banca o agli uffici postali). Prima rata dunque il 16 settembre, seconda rata il 15 gennaio 2014; entro il 16 è possibile anche pagare l’intero importo utilizzando entrambi i modelli che si ricevono. Chi rientra nelle agevolazioni può fare domanda. Ma quali sono le riduzioni/agevolazioni? Alcune già le suggerisce la legge: -10% per abitazioni con unico occupante; -25% per abitazioni ad uso stagionale o limitato (come le seconde case sul litorale); -30% per locali e aree scoperte ad uso stagionale; -25% per abitazioni occupate da chi ha la dimora all’estero per più di sei mesi all’anno.

Agevolazioni per case. Ci sono poi le agevolazioni introdotte dal Comune, spiega Serfogli, «di fronte ai problemi che questa nuova tassa, obbligatoria per legge, comporta per famiglie ed imprese». Quel milione circa «utile ad attenuare l’impatto della Tares» sarà così impiegato: esenzione totale per abitazioni occupate da nuclei familiari il cui indicatore Isee non superi l’importo della pensione minima Inps; riduzione del 60% per abitazioni occupate da nuclei familiari il cui indicatore Isee non superi del 30% la misura che darebbe luogo all’esenzione; riduzione del 33% per locali e aree occupate da organizzazioni di volontariato iscritte all’apposito albo. Inoltre, nei casi di abitazioni occupate da più di un residente, è prevista una riduzione del 5% per ogni ulteriore occupante, fino ad massimo del 20 per cento.

Sconti per commercianti. Riduzioni anche per le utenze non domestiche, a seconda della tipologia. Meno 20% per le più colpite dalla Tares, ovvero ortofrutta, pescherie, fiori e piante. Meno 10 per i ristoranti e meno 5 per gli stabilimenti balneari. Sconti anche per musei, biblioteche e scuole: tutte -10%. Uffici e sito internet di Sepi sono a disposizione per tutti coloro che vogliono fare domanda e avere le agevolazioni, e anche per coloro che ravvisino difformità tra cifra richiesta e reale situazione dell’abitazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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