Il Tirreno

Pisa

Lungomare, no alla chiusura troppo lunga

di Donatella Las car
Lungomare, no alla chiusura troppo lunga

Negozianti denunciano mancati guadagni per lo stop domenicale alle auto protratto tutto il giorno

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MARINA. Si avvicina il momento dei bilanci per questa stagione balneare che sta per concludersi e l’ordinanza che prevede la chiusura domenicale del lungomare tutto il giorno non passa l’esame dei commercianti che vi si trovano. Se fossimo a scuola, potremmo dire che il provvedimento prende una sonora bocciatura.

L’ordinanza è entrata in vigore il 20 giugno e resterà tale fino al 15 settembre con orario dalle 6.30 del mattino fino all’una di notte.

A spingere l’amministrazione comunale di Pisa in questa direzione, molto probabilmente è stato lo spostamento del mercato da via Moriconi sul lungomare che in estate da anni viene chiuso tutte le sere a partire dalle 19 fino all’una di notte per la passeggiata serale.

Ma per i commercianti, quelle quattro ore che passano tra la pulizia della strada dopo il mercato e le 19, quando cominciano gli aperitivi e si avvicina l’orario della cena, il lungomare si trasforma in un deserto arso dal sole dove non passa nessuno.

«Per noi commercianti del lungomare, lo spostamento del mercato ha significato un notevole incremento di lavoro – precisa Stefano Scapparone, titolare della ricevitoria tabaccheria Isola della Fortuna –. Ma una volta che i banchi sono stati chiusi, dalle tre del pomeriggio fino alla sera il lavoro si ferma. Manca totalmente la gente di passaggio e non c’è niente che la sostituisca».

«Le persone che sono sugli scogli a prendere il sole, non sono un numero sufficiente da compensare la perdita. Lavoriamo molto di più nel corso dei pomeriggi dei giorni feriali – conclude Scapparone - che non in quelli della domenica».

Dello stesso avviso anche la titolare del bar Zenit che si trova accanto alla tabaccheria. «Escluso il mercato che porta lavoro – spiega Doriana Poli, titolare del bar Zenit - la chiusura pomeridiana del lungomare ci danneggia parecchio perché, se qualcuno vuole un caffè, cerca un posto dove non deve parcheggiare a un chilometro di distanza come invece devono fare i miei potenziali clienti. Qui la domenica tutte le strade interne sono piene delle macchine parcheggiate di chi viene al mare. Trovare posto è un problema».

«Questo – conclude la barista - perché la chiusura del lungomare comporta anche il divieto di sosta e quindi una perdita di posti auto».

Contro la chiusura pomeridiana del lungomare si schiera anche la titolare della tabaccheria La Bella.

«Una volta finito il mercato e ripulito tutto, devono riaprire il lungomare perché è tutto mancato guadagno – afferma Claudia Rubessi, titolare insieme al figlio Salvatore La Bella dell’omonima tabaccheria -. Mio figlio ormai la domenica pomeriggio apre il negozio alle 16,30 invece che alle 15,30 come gli altri giorni perché prima di quell’ora non c’è nessuno».

Però c’è anche chi sarebbe favorevole alla chiusura del lungomare in modo permanente, a patto di introdurre delle modifiche sostanziali, riqualificando tutto.

«Io sarei favorevole a tenere sempre chiuso il lungomare – spiega Pina Mazza, una delle socie del bar La Perla - ma non come viene fatto adesso. Nel pomeriggio il lungomare è battuto dal sole. Non c’è una zona d’ombra e nessuno vi passeggia».

«E poi - continua la socia del bar La Perla -, anche se la strada è chiusa, fino alle 19 non abbiamo il permesso di mettere i tavoli e le sedie sulla strada. Lo trovo un controsenso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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