Il presidio
«Quando Umberto Carpi mi interrogò, ero appena entrato alla Normale»
«Ho un ricordo affettuoso di “Paci”, come lo chiamavano a Pisa: fu il primo a farmi l’interrogatorio in Normale». Giampaolo Borghello nel 1965 ricevette proprio da Umberto Carpi (nella foto) il...
«Ho un ricordo affettuoso di “Paci”, come lo chiamavano a Pisa: fu il primo a farmi l’interrogatorio in Normale». Giampaolo Borghello nel 1965 ricevette proprio da Umberto Carpi (nella foto) il “benvenuto” riservato ai neo-normalisti: fu infatti sottoposto da Paci al rito delle domande impossibili, una delle pratiche goliardiche d’accoglienza che ancora oggi sopravvivono nella scuola di piazza dei Cavalieri. L’impatto fu traumatico, ma Borghello ha sempre stimato Carpi, scomparso di recente: «Aveva un atteggiamento di rispetto per le posizioni altrui e ha sempre coniugato impegno culturale e politico con umanità. Sul ’68 ha fatto autocritica». Carpi, come tutti, era conosciutissimo anche fuori della Normale: «Se eravamo al cinema Mignon (prima che diventasse porno), qualcuno entrava per dire che c’era assemblea. Oggi questa rete di relazioni e amicizie sarebbe incredibile e impensabile». Senza cellulari e social network, però, gli unici scambi con il resto d’Italia «erano casuali: passaggi in auto» e poco altro. «La contemporaneità e la guerra in Vietnam erano l’elemento unificante».
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