Il Tirreno

Pisa

In cima al Peak Lenin nel lontano Kirghizistan

Alpinista sangiulianese contribuisce alla conquista della montagna di 7mila metri E a fine mese parte per l’Himalaya per arrivare in cima al Manaslu, oltre gli 8mila

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SAN GIULIANO. L’annuncio è arrivato via mail quando dalle nostre parti il sole spaccava le pietre, mentre in Kirghizistan, nel gelo, veniva conquistata la cima del Peak Lenin di 7.134 metri. Fondamentale il contributo dell’alpinista sangiulianese Paolo Frittella. Insieme a lui, il compagno di scalata Luca Montanari. Frittella si è fermato al campo 4 a 6.400 metri, mentre il compagno ha proseguito fino alla cima. E proprio fra meno di due settimane, i due alpinisti partiranno con gli altri membri della spedizione alpinistica dei Liguri Apuani Manaslu 2013 diretti in Himalaya per tentare l'ascesa del Manaslu.

Quando è giunta la mail, l'entusiasmo si è subito impadronito della squadra dei Liguri-Apuani e il tam-tam sui social network è stato immediato. Difficile non leggere la notizia come un ottimo auspicio per l'imminente spedizione agli 8.163 m del Manaslu.

Luca e Paolo si trovavano in Kirghizistan dal 28 luglio. Il Peak Lenin era per loro una montagna nuova: tecnicamente facile, ma comunque impegnativa con tutte le difficoltà delle vette d'alta quota: crepacci, seracchi, vento e freddo intenso.

I due stanno adesso rientrando in Italia, dopo i festeggiamenti. Pronti e carichi per unirsi agli altri componenti della spedizione alpinistica dei Liguri-Apuani e ripartire il 30 agosto: l'ottava montagna della terra li attende.

Paolo Frittella, 50 anni, vive a San Giuliano Terme. Dopo aver frequentato l'Istituto tecnico commerciale, entra nella Scuola allievi sottufficiali e viene selezionato per le Forze Speciali. Oggi opera al 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti Col Moschin. Istruttore di alpinismo, sci e scialpinismo., per 15 anni ha fatto parte delle unità operative prestando servizio in numerosi paesi del Centro e Nord Africa, Medio Oriente, Oriente, negli Stati Uniti e in Europa. Lasciate le unità operative, ha intrapreso in maniera continuativa le attività d'arrampicata e alpinistica. Si allena in falesia e, periodicamente, svolge attività alpinistica. Ha scalato diverse volte la cima del Bianco, fra le quali l'Innominata, la via Biancograt al Bernina; la Cresta del Leone al Cervino; la traversata e la Nord del Lisskam via Neruda; alcune vie alla Sud della Marmolada; una via al Disgrazia, la Nord del Gran Paradiso del Ciarforon. E poi, ancora, diverse vie su cascata a Briancon, San Bernardino. «Nell'approccio con l'ambiente montano - spiega Paolo Frittella - mi piace prepararmi fisicamente, tecnicamente e mentalmente. Vivo l'attività alpinistica come un'opportunità di crescita, senza impormi barriere e limiti se non come punti di riferimento su cui lavorare. L'aspirazione alla consapevolezza non ha mai fine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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