Il Tirreno

Pisa

Proteste a Calci «Cimiteri in stato di abbandono»

di Pierluigi Ara
Proteste a Calci «Cimiteri in stato di abbandono»

Erbacce e rovi, vialini accidentati e pieni di buche Sotto accusa anche la manutenzione di alcune strade

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CALCI. Non si contano le segnalazioni da parte dei lettori i quali indicano criticità e casi di degrado sul territorio. Si tratta di problemi vecchi e nuovi, che attendono una qualche soluzione.

Nel mirino in particolare i cimiteri della Vallegraziosa che, secondo quanto affermano i cittadini, versano in stato di abbandono, i vialini sono accidentati e pieni di buche.

E poi altri casi investono le lampade dell’illuminazione pubblica spente da tempo. Questo ed altro ancora. Anna Puglioli, titolare del negozio Le Chicche, denuncia due situazioni irrisolte da tempo. «Sono indignata – dice e ripete – e così, come me, numerosi cittadini per lo stato di degrado in cui versa il camposanto della Propositura, in via Calcesana. Sempre più erbacce e rovi accolgono chi si reca alle tombe per una visita alle persone care passate a miglior vita (mettiamola così… ). Uno sconcio generale che non è tollerabile e non sembra degno di un paese civile. E poi in alcune aree avvallamenti e irregolarità che rappresentano autentiche trappole. Eppure un minimo di rispetto è dovuto anche, e soprattutto, in questo luogo simbolo dove andiamo a recitare una preghiera o portare un fiore».

«Il cimitero di Nicosia non si presenta in condizioni migliori, anzi…», interviene Luigi Marrano, pensionato dell’Arma dei Carabinieri.

Invece Carlo Malvaldi richiama l’attenzione sul quartiere di Castello e in via Cava. «Non si contano le buche – protesta, – invano noi residenti abbiamo sollecitato interventi se non altro per vedere garantito un minimo di sicurezza per chi cammina. Si aggiungono altre deficienze. Basti ricordare che per far sostituire una lampada dell’illuminazione pubblica si sono resi necessari ben sette inviti a provvedere presso chi di dovere. Questo è un esempio fra i tanti per evidenziare il disagio che esiste».

A Montemagno esprimono rabbia e delusione perché l’unica fontana in via Eugenio III, nella parte alta del borgo collinare «non butta più da tanti mesi».

Non ci vorrebbero grosse risorse, fanno presente i montemagnesi. Quel punto di ristoro idrico ha costituito da sempre una piccola risorsa dopo una passeggiata per dissetarsi o darsi una … rinfrescatina.

Al momento non c’è modo di rivedere il rubinetto riattivato. «A Rezzano – fa presente Giorgio Cantini – da tempo immemorabile il principale punto luce, lungo via Castellana, risulta desolatamente spento. Ai voglia di sollecitarne la riattivazione. Si tenga conto che la zona è teatro non di rado di furti, soprattutto in orario notturno. La gente qui è esasperata».

Ferdinando Rossi, ex giocatore ed allenatore di calcio, porta alla ribalta un’altra questione: «Quando al mattino, quasi ogni giorno, con mia moglie mi reco alla Baragaglia, provo grande amarezza nel constatare come sono tenute le piste ciclabili. E poi chi vi si avventura deve fare i conti con l’assalto sistematico degli insetti, che mettono a dura prova perfino l’epidermide più ribelle alle punture».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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