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«Costretti ad attendere la chemioterapia in piedi»
PISA. «Ore di attesa in piedi mentre si aspetta di fare la chemioterapia». Alla fine si è dovuta rivolgere al “Tirreno” una paziente del reparto di Oncologia dell’ospedale Santa Chiara. «A fronte...
PISA. «Ore di attesa in piedi mentre si aspetta di fare la chemioterapia». Alla fine si è dovuta rivolgere al “Tirreno” una paziente del reparto di Oncologia dell’ospedale Santa Chiara.
«A fronte delle eccellenze della sanità pisana, nella quotidianità, tutti, medici, infermieri e soprattutto noi pazienti subiamo un’emergenza da ospedale da campo», si sfoga la nostra lettrice, che chiede di non pubblicare il nome essendo affetta da una grave malattia.
Il racconto della paziente dà il polso del disagio di persone già provate da cure particolarmente invasive come quelle chemioterapiche. Ma anche della difficoltà e stress che il personale infermieristico sta subendo in questo periodo.
«La saletta che è riservata ai pazienti che devono fare chemioterapia è troppo piccola e le sedie sono pochissime e quindi si forma la coda nel corridoio con gente che a ore, ripeto a ore, sta appoggiata al muro - dice la donna -. Ci siamo lamentati con le infermiere dicendo loro che saremmo andate alla direzione sanitaria e loro ci hanno spiegato che ci sono due infermiere in ferie ed una è in maternità».
«Nei giorni scorsi – racconta ancora la paziente - avevo appuntamento alle 10.30 e sono rimasta in piedi fino alle 13. Poi ho iniziato la terapia che dura un’ora e mezzo».
Morale della favola: la donna ha atteso oltre all’orario previsto per l’appuntamento e lo ha fatto, assieme a tanti altri, in piedi. Quanto al personale infermieristico, dice: «Lavorano come pazzi, sotto pressione e sotto stress con mansioni delicatissime come quelle della somministrazione delle cure chemioterapiche che purtroppo non vanno in ferie».
Il sindacato degli infermieri Nursind fa sapere: «Dal punto di vista del personale non ci sono irregolarità nei turni feriali estivi, ma il problema strutturale e il fatto che i pazienti siano costretti ad attendere in piedi è reale».
«Le cure oncologiche si tengono presso la vecchia Nefrologia – aggiunge Carbocci del Nursind – e negli anni il centro è diventato punto di riferimento regionale con l’aumento dei pazienti, ma non con un proporzionale incremento dei lettini per le cure».
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