Il presidio
Chiese chiuse per paura dei ladri
I parroci temono furti sacrileghi, ma così molti turisti non possono ammirare opere d’arte di grande valore custodite nei luoghi di culto
PISA. In questa calda metà d'agosto i turisti sono concentrati in piazza dei Miracoli o nel centro della città. Certo, la Torre attira e quella piazza sempre agibile è una garanzia e vale un viaggio. E, per fortuna, c'è. Ma che cosa potrebbero vedere i vacanzieri stranieri oltre ai tre monumenti e ai musei dell'Opera e delle Sinopie concentrati lì? I musei cittadini, quando sono aperti, i palazzi del Lungarno unici al mondo con la loro bellezza e antichità.
Pisa ha però anche un altro patrimonio, scarsamente noto e non sempre visibile. Quello delle chiese con la loro tipica architettura e le opere ancora conservate. Non moltissime, perché una gran parte è confluita al Museo di San Matteo.
Ma i dipinti del '500-'700 sono ancora sui loro altari anneriti dal tempo, accanto a sculture e tavole medioevali. Il problema è trovarle aperte. A mezzogiorno chiudono i battenti, quando sono riuscite ad aprirli. Poi li riaprono il pomeriggio, quando possono. Non ci sono orari e itinerari suggeriti per visitarle? «No, perché ogni parroco le apre quando può. Anche qui manca il personale e con le recenti ruberie di oggetti sacri non possiamo lasciarle incustodite», spiega Padre Mario, parroco della chiesa di San Nicola in via Santa Maria: «Molti parroci, magari anziani, hanno più d'una parrocchia e non ce la fanno a controllare tutto».
Nella foto: un tentativo di scasso in una chiesa.
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