Il Tirreno

Pisa

Straziato dalle lame della motozappa

di Sabrina Chiellini
Straziato dalle lame della motozappa

Muore a 41 anni in un campo vicino a casa e sotto gli occhi dei due figli. Fatale la lesione di un’arteria femorale

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LARI. Sono stati i figli, di 12 e 9 anni, i primi a rendersi conto che il padre, Massimiliano Radavelli, 41 anni, imprenditore edile, si era ferito gravemente con la motozappa che stava provando in un terreno vicino a casa, in via Casini di Bosco nella campagna di Lari. Tutti e tre, come succede a tante famiglie che hanno un piccolo orto o un terreno da coltivare, erano all’aperto, in una mattina di metà agosto. I bambini giocavano a pochi metri dal padre. All’improvviso il rumore della motozappa si è fatto diverso. Le grosse ruote del mezzo agricolo si sono fermate, senza andare più avanti, intrappolando l’uomo che lo stava spingendo. Uno dei due figli è corso verso casa, ha chiesto aiuto ai vicini. L’altro ha chiamato il 118 di Pisa restando accanto al padre. In quel momento l’uomo era ancora vivo anche se in condizioni disperate.

La vecchia motozappa, di proprietà di famiglia ma che era stata acquistata da non molto, si era bloccata all’improvviso. Un solo istante è stato sufficiente a far alzare le lame che hanno investito le gambe dell’artigiano e le hanno straziate.

Le ferite più gravi - così è stato spiegato dopo i soccorsi - all’arteria femorale di una gamba. Anche se l’intervento dei soccorritori è stato veloce, per l’uomo non c’è stato niente da fare.

È morto per le conseguenze della gravissima emorragia sotto gli occhi disperati dei familiari che hanno seguito in ansia, avendo intuito che le ferite erano gravissime, i primi soccorsi.

L’incidente agricolo - poco prima delle 11 - ha colpito una famiglia numerosa che abita in una casa di campagna lì vicino, tra campi di girasoli e vigneti. In questo periodo molti di loro sono in ferie. E così in pochi minuti i familiari erano sulla strada sterrata che attraversa i campi vicino al luogo della tragedia. Volevano essere lì, vedere di persona quello che era successo, per continare a sperare che fosse ancora possibile fare qualcosa per il loro “ragazzo”. Una scena di lutto: «Vieni, è morto Massimiliano, mio fratello, non ce la faccio...», singhiozza una giovane parlando al telefono a due passi da Pegaso, l’eliambulanza attivata dalla centrale del 118 di Pisa e rimasta a lungo in mezzo al campo della tragedia. Perché che le condizioni di Radavelli erano disperate e che quelle vecchie lame potevano avergli tagliato le gambe, alla centrale del 118 lo hanno avuto subito chiaro. E hanno inviato sul posto la Misericordia di Lari con i volontari, quella di Peccioli con il medico a bordo e fatto alzare in volo Pegaso, anche se poi l’elicottero dell’emergenza sanitaria è tornato alla base senza avere avuto la possibilità di concludere l’intervento. L’uomo non ce l’ha fatta.

È morto nel campo dove i suoi due bambini lo hanno visto per l’ultima volta e da cui sono stati portati via il prima possibile, anche se purtroppo hanno avuto il tempo di capire quello che mai un figlio vorrebbe conoscere.

Sul posto, oltre ai mezzi di soccorso, i carabinieri di Lari, che si occupano delle indagini, e la polizia municipale dello stesso comune. Oltre ai vigili del fuoco del distaccamento di Cascina attivati per liberare le gambe dell’uomo dal peso e dalle lame della motozappa che Radavelli, trattandosi di un vecchio mezzo di famiglia, aveva anche già usato.

Gli incidente agricoli come quello che ieri mattina ha ucciso il piccolo imprenditore edile capitano in gran parte così, proprio quando uno ha l’abitudine a usare un macchinario che un giorno, se qualcosa va storto, è causa di gravi infortuni, a volte anche con conseguenze mortali, come quello di ieri mattina. Una famiglia nella disperazione: in lacrime i parenti hanno assistito dapprima ai soccorsi e poi alla rimozione della salma. Altri sono arrivati quando ormai l’uomo era morto dopo essere stati informati dell’incidente mortale.

I carabinieri, dopo avere ricostruito i momenti dell’incidente - prezioso è stato il contributo dei figli della vittima - hanno informato l’autorità giudiziaria.

Il pm della Procura di Pisa, dottoressa Paola Rizzo, ha disposto l’immediata restituzione della salma alla famiglia perché possa organizzare il funerale.

La dinamica è chiara e non ci sono responsabilità da parte di terze persone: la vittima stava facendo un lavoro, ma doveva essere anche un modo per trascorrere alcune ore di una giornata di metà agosto, in un terreno di proprietà della sua famiglia e di conseguenza per proprio conto.

Nella tarda mattinata i mezzi dei soccorsi sono tornati indietro, così come i vigili del fuoco e i carabinieri.

La vecchia motozappa è rimasta accanto al vecchio capanno in lamiera. Lì, nello stesso angolo dove è avvenuta la disgrazia e dove probabilmente per lungo tempo nessuno dei familiari avrà il coraggio di avvicinarsi senza pensare a quello che è accaduto ieri mattina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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