Il presidio
Confesercenti: «I privati investano nel San Matteo»
PISA. «Meno pubblico e più privato per una gestione del museo di San Matteo all’altezza del valore delle sue opere». Questo l’appello lanciato dal presidente della Confesercenti Antonio Veronese,...
PISA. «Meno pubblico e più privato per una gestione del museo di San Matteo all’altezza del valore delle sue opere».
Questo l’appello lanciato dal presidente della Confesercenti Antonio Veronese, dopo la notizia della chiusura domenicale della struttura per carenza di personale.
«Un museo di fama internazionale come il San Matteo non può rimanere chiuso la domenica – insiste Veronese -, vuol dire essere fuori da ogni logica turistica, soprattutto in una città come Pisa che fa del suo patrimonio artistico il fiore all’occhiello. Stiamo parlando del secondo museo per importanza in Europa per quanto riguarda l’arte dell’Alto Medioevo, senza parlare della sua pinacoteca dell’arte cristiana. Un incredibile strumento per aumentare la permanenza turistica nella nostra città, che ad oggi è sottoutilizzato per motivi contingenti specie economici».
Veronese lancia quindi la proposta di una presenza privata, pur mantenendo da parte del pubblico le funzioni di vigilanza e indirizzo. «Pensando ad una gestione attraverso una fondazione, come nel caso del Palazzo Blu, o una società per azioni comunque a maggioranza pubblica. Al privato – insiste il presidente della Confesercenti – spetterebbero i compiti organizzativi e soprattutto di gestione della promozione. Promozione di un museo che non ha bisogno di altro che essere inserito in forma organizzata nei percorsi turistici pisani».
Quanto all’apporto dei privati nella gestione del San Matteo interviene anche Massimo Balzi, esponente dei Riformisti per Pisa. In qualità di presidente del circolo culturale Filippo Mazzei, ha contribuito con la sua associazione al recupero del sargofago romanico trecentesco donato al museo da Pardo Roquez. «Alla ripresa della programmazione delle attività del Comune – spiega - i Riformisti per Pisa presenteranno con il consigliere Di Stefano un question time sulla vicenda. Come membro uditore della Terza commissione, io mi farò promotore di un tavolo di confronto partendo dall'audizione del direttore Matteoni. Obiettivo rilanciare il museo attraverso l'integrazione dei contributi privati ed aprendo anche ad un bando di gara per la gestione dei servizi del museo».
Balzi ha già qualche idea: «La ricerca di sponsor per un catalogo mai esistito, una programmazione di trasferimento verso il museo dei bus turistici che già esistono in città, una gestione pubblico-privato che apra il chiostro all'interno ad eventi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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