Il Tirreno

Pisa

Ateneo, foresteria alle Benedettine per i docenti stranieri

di Gianluca Campanella
Ateneo, foresteria alle Benedettine per i docenti stranieri

Presto la fine dei lavori: l’Università si dota di un servizio in grado di reggere il confronto con Cambridge e Harvard

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PISA. I lavori di riadattamento nel complesso delle Benedettine sono quasi terminati.

Alla fine fine del mese o al massimo all’inizio di settembre l’Università comincerà ad arredare la parte dell’ex convento che ha preso dal gruppo Madonna e per gennaio 2014 conta di inaugurare la tanto attesa foresteria, uno dei punti qualificanti del mandato del rettore Massimo Augello.

Una tabella di marcia ormai praticamente definitiva, che sarà ufficializzata al rientro delle pausa estiva (l’Ateneo è chiuso fino al 26 agosto) dopo un sopralluogo in quella che dal 1973 era stata anche sede della Cassa di Risparmio di Pisa.

I lavori sono stati necessari perché nel progetto dell’Università la foresteria non deve essere solo un “albergo interno” per ospitare visiting professor, ma una vera e propria struttura che prende in carico l’ospite internazionale e si adopera per risolvere ogni suo problema burocratico e logistico, estendendo le attività anche alla eventuale famiglia del docente.

Per capirsi, se l’ipotetico professore americano avesse difficoltà con il visto, gli uffici della foresteria in collegamento con la questura, agevolerebbero le operazioni; e se lo stesso avesse un figlio che deve andare all’asilo, il personale delle Benedettine sarebbe in grado di fornirgli tutte le informazioni e il supporto necessario per soddisfare quell’esigenza.

Pertanto, nel rispetto dei vincoli che ci sono sul palazzo storico, gli interventi in corso servono per ottenere un’adeguata divisione degli spazi.

Può sembrare un lusso baronale, sproporzionato in tempi di crisi economica e di tagli (pesanti) al mondo dell’università e della ricerca.

Ma il professor Augello ha sempre fatto capire che il confronto non si fa in casa, quanto con Cambridge e Harvard (per esempio) dove funziona così: l’ateneo pisano punta all’internazionalizzazione, carta vincente per salire di qualità; e siccome nei poli d’eccellenza anglosassoni usa così, è un passo quasi obbligato ripercorrere quel modello di foresterie, altrimenti i migliori docenti stranieri non avrebbero incentivi per scegliere di trascorrere un periodo di studio in città.

Il gruppo Madonna (sanità, costruzioni, siderurgia e chimica d’avanguardia) ha acquistato nel 2009 l’ex convento delle Benedettine per circa 15 milioni dalla Banca Popolare di Lodi (in cui era confluita la CaRiPisa) e ne ha fatto sede di uffici.

Ma lo stabile è molto grande, così gli imprenditori Madonna, tre anni dopo, hanno accettato la proposta dell’Università, che ha preso una porzione dell’immobile finanziandosi attraverso permute, dismissioni e annullamento dei fitti passivi, che erano di circa un milione all’anno nel 2010, data in cui il rettore ha cominciato il suo mandato.

L’Ateneo ha messo a bilancio per il 2013 un cifra pari a 38 milioni di euro con la quale coprire tutte le voci immobiliari (la manutenzione ordinaria e straordinaria nel 2010 assorbiva 20 milioni).

Il grosso di quello stanziamento è assorbito dalla foresteria e dal nuovo polo di Chimica che si trasferirà da via Risorgimento in zona San Cataldo.

Ma per conoscere i dettagli anche economici dell’operazione c’è da aspettare ancora qualche giorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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