Il presidio
La Finanza ai contribuenti: «Diteci se avete pagato in nero»
PISA. Se ricevete una busta raccomandata con un questionario della Guardia di finanza fate molta attenzione. È materia scottante e da maneggiare con cura. Si tratta di un sondaggio che deve essere...
PISA. Se ricevete una busta raccomandata con un questionario della Guardia di finanza fate molta attenzione. È materia scottante e da maneggiare con cura. Si tratta di un sondaggio che deve essere compilato entro due settimane, in modo accurato, con risposte precise e con tanto di documentazione allegata. Pena una sanzione (la mancata restituzione comporta una multa che oscilla tra i 258 e i 2.065 euro) che scatta anche in caso di spedizione di documentazione parziale. A Pisa ne sono state spedite alcune decine.
È con i quiz che le Fiamme Gialle provano a combattere l'evasione, ripescando questo strumento di verifica già usato nel 2012 dopo svariate segnalazioni di affitti in nero agli studenti universitari.
Dopo gli accertamenti avviati su alcuni odontoiatri, agenti immobiliari, geometri, avvocati, commercialisti e altre categorie di contribuenti, scatta la richiesta ai fruitori dei servizi. I cittadini dovranno fornire la documentazione - ovvero la prova - di non aver usufruito di una prestazione "al nero". Dopo le verifiche del caso, i segugi della Guardia di finanza archivieranno il fascicolo o, in presenza di irregolarità, ne apriranno di nuovi. La compilazione del questionario, quindi, non deve essere sottovalutata. Sono molti infatti i casi di studenti multati per non aver allegato la documentazione completa, o per aver dimenticato di restituire il fatidico test entro i 15 giorni previsti. E chi mente, è presto scoperto. Sì, perché le indagini non vengono effettuate a campione, ma a riscontro. Questo significa che la Finanza è già in possesso delle agende o dei file degli studi sui quali si stanno compiendo le verifiche. Il contribuente è avvisato.(p.b.)
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