Il Tirreno

Pisa

Auto in quarta fila all’interno dei bagni

di Lucia Maffei

Nel weekend caos sul litorale, i parcheggi interni degli stabilimenti non bastano e il ponte dello Scolmatore è un tappo

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TIRRENIA. «Sabato e domenica andiamo nel caos». Basta una parola per scatenare la protesta di Mario Tempestini, uno dei titolari del Bagno Maddalena di Tirrenia. La parola è “parcheggi”. «Ma lo sa che in piena estate abbiamo ben cinque addetti al parcheggio? Ma lo sa che nel fine settimana siamo costretti a posteggiare in quarta fila? Questo del posto macchina per i clienti è un problema che noi balneari sentiamo molto», si sfoga al telefono. Già, perché il bagnante che non trova posto rischia di andare da un’altra parte, o di non tornare mai più. E allora una gestione quasi militare del poco spazio a disposizione è l’unico modo per limitare i disagi.

I parcheggiatori si fanno dare le chiavi dai clienti e sistemano l’auto, sfruttando ogni centimetro libero e tenendo conto dell’orario di uscita. Insomma, un gioco a incastro. «Cerchiamo di organizzarci chiedendo ai clienti a che ora pensano di andare via. Ma non è sempre facile, a volte devono aspettare mezz’ore intere prima che la macchina venga liberata», si lamenta Tempestini che aggiunge: «Poi con il Sunlight le cose sono peggiorate».

Il Sunlight è il parco acquatico di Tirrenia, che da quando ha aperto nel 2011 non ha smesso di attirare famiglie. Che arrivano in macchina. «Molti visitatori si infiltrano nei parcheggi dei bagni o invadono le strade secondarie, aggravando la situazione», sostiene Tempestini.

Molto indaffarato la domenica è anche il parcheggiatore del bagno Laura, sempre a Tirrenia. «Con lo spazio non ce la facciamo, il nostro parcheggio ha cento posti ma ne servirebbero almeno il doppio», spiega l’amministratore Carlo Buonanni, che ha già dovuto far fronte ai primi abbandoni. «Tanta gente ha detto che l’anno prossimo non verrà». Ma il problema non riguarda soltanto il posto che manca una volta arrivati sul litorale. Secondo Buonanni bisogna ripensare l’intera viabilità: «Dal lato di Pisa ci sono tre strade per Tirrenia, è un po’ più facile arrivare, ma dal lato di Livorno ce n’è una sola. Il traffico si congestiona e si creano file lunghissime».

Su un aspetto del viaggio da Livorno a Tirrenia è critico anche Corrado Noccioli del bagno Rosalba: i guai maggiori sono al ponte di Calambrone. «Resta aperto per ore e ore al giorno, lasciando bloccate in fila intere famiglie per giornate intere. Sono tutti clienti che perdiamo, che perderemo negli anni a venire e che abbiamo già perso», denuncia. E affonda: «È questo il vero problema, non tanto mandare via poche persone la domenica per problemi di parcheggio».

Che si debba migliorare l’intera viabilità della zona è l’idea anche di Enrico Fontani, presidente del Sindacato italiano balneari per il litorale pisano e titolare del bagno Meloria. La sua esperienza è chiara. I clienti che riescono a raggiungere lo stabilimento entrano in agitazione per il viaggio di ritorno già nel primo pomeriggio. «Ho visto gente venuta da fuori che già alle quattro pensa ad andare via, preoccupata di dover passare due ore in macchina – racconta –. Altri invitano amici di Livorno che vengono una volta e non tornano più, e come dargli torto? Ad agosto non si può stare quarantacinque minuti chiusi in macchina con i bambini per fare otto chilometri». Secondo Fontani la situazione è più grave a Marina, dove nei parcheggi dei bagni c’è posto per 30 o 40 macchine al massimo, ma anche a Tirrenia sono del tutto insufficienti. Di soluzioni ne intravede una: costruire un grande parcheggio collegato agli stabilimenti con un servizio di navette ad alta frequenza. «Ma qualunque soluzione andrebbe bene, purché risolva in modo coerente la mancanza di parcheggi e la viabilità congestionata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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