Il presidio
Verso il mare: i punti critici dove si formano le code
TIRRENIA. Si chiama Statale 224: da Pisa arriva a Livorno passando per il Litorale e cambia denominazione locale in ogni frazione attraversata; ma per tutti è “la strada delle code”. Chi non è mai...
TIRRENIA. Si chiama Statale 224: da Pisa arriva a Livorno passando per il Litorale e cambia denominazione locale in ogni frazione attraversata; ma per tutti è “la strada delle code”. Chi non è mai stato fermo in auto a Marina, Tirrenia o Calambrone alzi la mano. Noi abbiamo provato a percorrerla più volte tra domenica e ieri, cercando di capire se esistono criticità strutturali e orari più fortunati. Il tappo verso ovest è il semaforo al ponte del Cep che, da via II Settembre a lungarno D’Annunzio, dura solo 15 secondi: chi viene dalla stazione si armi di pazienza. Molto meglio va a chi procede in direzione opposta, dove il verde raggiunge il minuto di tempo; ma è quasi un premio di consolazione per tutto quello che è avvenuto prima.
I problemi (e lo si scrive senza malizia) cominciano a Livorno. Infatti la strada grande comunicazione Fi-Pi-Li si immette nella 224 attraverso due ponti sullo scolmatore; il primo è in territorio labronico ed è mobile, poiché mette in comunicazione il canale Imperiale con il porto di Livorno: un quarto d’ora d’apertura è pochissimo per un’imbarcazione, ma gli stessi quindici minuti per le macchine che si accumulano in coda sono un “inferno sull’asfalto”. Non è finita: a Calambrone la 224 si chiama viale del Tirreno e per i primi sei incroci è a carreggiata separata; poi è una striscia stretta a doppio senso di circolazione che per 8 chilometri ha un ingresso al mare ogni cento metri in media. Chi procede verso nord e deve entrare in spiaggia dando la precedenza a destra, cioè a chi va verso sud: e siccome ognuno ha il suo lido preferito, a ogni sbocco sul mare il serpentone si ferma aspettando che il senso di marcia opposto sia vuoto. Per non parlare dei bus pubblici, che hanno pensiline di nuova generazione con spazio dedicato e allargamento delle sede stradale.
Ma i conducenti dei mezzi pubblici sanno che se lasciano la via maestra nessun automobilista stressato li farà mai più entrare; allora tagliano la testa al toro rimanendo fermi sulla via principale per tutto il tempo necessario alla salita e discesa dei bagnanti con ombrellone a carico. Chicca finale, a Tirrenia la pista ciclabile è tra viale del Tirreno e le spiagge: l’autista che vede il miraggio della sabbia avvicinarsi, pensa di aver superato tutte le prove di resistenza psicofisica e sovente dimentica di dare un occhio ai ciclisti, i quali per non rischiare la vita frenano a ogni incrocio. La domenica al tramonto i furbetti esasperati lasciano la 224 e imboccano via Pisorno, sperando di reimmettersi su viale D’Annunzio all’altezza di San Piero a Grado: provateci e fateci sapere.
Restano due testimonianze: una coppia di giovani, Ada e Luca, domenica scorsa è uscita da Pisa alle 12, ha parcheggiato a 70 metri da piazza Sardegna a Marina e ha fatto il bagno lì sotto; è tornata in città alle 17 con traffico zero. I loro amici Elena e Salvatore sono partiti da Pisa alle 15, sono rimasti un’ora in macchina e hanno girato altrettanto per trovare un parcheggio. Che sia anche una questione di “partenze intelligenti”?
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