Il Tirreno

Pisa

uno scrigno di pittura e scultura

di Maurizia Tazartes

PISA. Un nuovo cartello, firmato dal direttore, spiccherà all’occorrenza sul portone del Museo di San Matteo per informare i visitatori sulla chiusura domenicale. Ma il problema non è certo sull’avvis...

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un nuovo cartello, firmato dal direttore, spiccherà all’occorrenza sul portone del Museo di San Matteo per informare i visitatori sulla chiusura domenicale. Ma il problema non è certo sull’avviso cartaceo, che pure deve essere chiaro, dice il direttore Dario Matteoni.

«È un problema strutturale che riguarda tutta la città. Certo, spiace che chi vuole visitare il museo la domenica mattina non lo possa fare e lo trovi chiuso perché mancanza di personale. Ma il problema vero è il turismo pisano, che si potrebbe definire il turismo di piazza dei Miracoli. Il resto della città è ignorato e San Matteo subisce la stessa sorte. Quaranta visitatori al giorno durante la settimana estiva e i 20/25 delle domeniche passate sono davvero pochi, molto pochi. L’anno scorso abbiamo sperimentato l’apertura notturna, annunciandola con articoli e dépliant. Chi è venuto? Quasi nessuno. I risultati sono stati scarsissimi».

E allora? «Per ciò che riguarda l’apertura domenicale, cercheremo una soluzione. Ma la soluzione vera si potrà trovare solo con una maggiore rivitalizzazione del museo, come stiamo cercando di fare da mesi. Maggiore flessibilità nella gestione, nuove figure di operatori culturali (guide e non custodi), ma persone che sappiano accogliere ed informare la gente, molti più servizi e risorse economiche».

San Matteo è una realtà importante non solo per Pisa ma per tutto il Paese, con la sua eccezionale raccolta di opere altomedievali e trecentesche. C’è stato qualche momento luminoso? «Sì, i due giorni in cui abbiamo presentato il restauro del polittico di Simone Martini, più di 1100 visitatori in quatto ore».

Amare e realistiche anche le parole di Mauro del Corso, presidente della Federazione Italiana degli amici dei Musei: «Quando un Paese, tanto più l'Italia, non è in grado di garantire l'apertura dei propri musei e, più in generale, la fruizione del proprio patrimonio culturale, dovrebbe fare una riflessione radicale: ne vale la pena? Sarà, anche questo, uno dei temi scottanti del prossimo convegno nazionale degli Amici dei Musei (XXVI), che terremo proprio a Pisa il 19 e 20 ottobre. Il problema non è solo pisano, ma qui parliamo del San Matteo, che ospita una delle più straordinarie raccolte di pittura a fondo oro esistente al mondo, presupposto fondamentale, ad esempio, per capire Gli Uffizi. E probabilmente se il museo pisano avesse il flusso di visitatori dell'omologo fiorentino, forse il problema del personale sarebbe attenuato».

Allora chiudiamo i musei con pochi visitatori, ma che magari hanno contenuti preziosi ed unici? «Vorrebbe dire non aver capito né il senso né la funzione dei musei e, più in generale, del nostro patrimonio, come in parte sta già accadendo. Si può rimediare con un nuovo orientamento del turismo culturale, con una razionalizzazione delle risorse, non sempre distribuite secondo le esigenze di contenuto ma di immagine, con una redistribuzione del personale, togliendo a chi ha troppo e dando a chi ha meno».

Nel caso del Museo nazionale di San Matteo «sono condivisibili sia la preoccupazione, sia le sollecitazioni, cui ci auguriamo seguano fatti di rappresentanti politici ed istituzionali locali per quanto sta accadendo ad uno dei nostri più prestigiosi musei nazionali, che raccoglie la storia, il patrimonio e l'identità di una antica città».

Ancora un’osservazione, ultima, ma non secondaria, aggiunge Mauro Del Corso: «Non demonizzare a priori il privato che potrebbe dare un proprio apporto e contributo non solo alla realizzazione di un museo, ma anche alla sua gestione (di cui sovente, dopo la prima dell'inaugurazione ci si dimentica), ma coinvolgerlo, senza pretendere solo di usarlo. E magari, dato che dai volontari arrivano queste riflessioni, chiedere anche a loro, che non si sono mai negati, nei limiti delle loro possibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera