Il Tirreno

Pisa

«Non ho più 20 anni mi serve aiuto per salvare i malati»

di Giovanni Parlato

Medico esperto di miastenia chiede posti letto e personale L’azienda ospedaliera: il progetto c’è, va soltanto attivato

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PISA. Allarme dell’Osservatorio malattie rare: l’ambulatorio di Pisa sulla miastenia guidato dalla dottoressa Roberta Ricciardi che cura il 50% dei pazienti italiani (4.500) rischia di chiudere.

La dottoressa non sa nulla di questa nota, cerca di godersi una settimana di ferie lontano dai pensieri del lavoro. Così, quando apprende il contenuto del comunicato, rimane sorpresa: «È vero che sono stata invitata dalla IV commissione della Regione Toscana, ma non sono per questi toni drammatici e vorrei stemperare. La stessa Azienda ospedaliera universitaria pisana mi ha chiamato confermando che il progetto sulla miastenia c’è e va solo attivato, l’impegno non manca, ma sono tempi economicamente difficili per la sanità italiana».

Questa la premessa. Per chi non lo sa, la dottoressa Ricciardi è presidente dell'Associazione MIA Toscana e si dedica alla cura della miastenia da 30 anni. Conosce la malattia meglio di ogni medico poiché quando aveva 14 anni le venne diagnosticata questa patologia che l'ha costretta a letto, collegata a un respiratore per sette anni, finché un medico non ha trovato per lei la cura giusta. Roberta Ricciardi ha poi dedicato tutta la sua vita alla cura della miastenia mettendo a punto una terapia multidisciplinare. La dottoressa ha sempre sostenuto che - se non curata - la miastenia diventa rapidamente invalidante e anche letale, ma dalla quale, con la terapia appropriata, si può anche guarire. La preoccupazione oggi di Roberta Ricciardi è di dare continuità al suo lavoro in modo che la sua esperienza non vada dispersa. Ciò che chiede la dottoressa sono due-tre posti letto all’interno di Chirurgia toracica dove ha il suo laboratorio oltre a un minimo di personale che la possa aiutare e possa apprendere l’approccio giusto per affrontare questa patologia. «Anche se la miastenia è una malattia neurologica - afferma la dottoressa - c’è bisogno di un percorso multidisciplinare che interessi la chirurgia, l’oncologia e l’anestesia. Nell’arco di quindici metri ho tutto questo a mia disposizione ed è questa la collocazione giusta. Ma io non ho più 20 anni e non posso più fare le dieci di sera. Dovrei essere affiancata da due neurologi e uno specializzando, mentre adesso mi aiuta un neurologo due volte la settimana».

Da anni, Roberta Ricciardi è ospite della Chirurgia toracica e quando ha bisogno di un posto letto per uno dei suoi malati, telefona ai colleghi e grazie a questa rete di solidarietà viene trovato un posto. La dottoressa vorrebbe avere la certezza di almeno due posti letto per i malati che ne hanno bisogno. «Oltretutto - dice ancora Roberta Ricciardi - c’è un progetto che prevede l’abbattimento del laboratorio dove lavoro», dice la dottoressa che sottolinea come i risultati raggiunti da Pisa su questa particolare malattia «ci siano invidiati in tutto il mondo. Vorrei lasciare la mia esperienza a degli allievi, trasmettere i vecchi valori, la considerazione affettiva verso il paziente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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