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Il caso Ceccanti finisce in Parlamento Inps: legge rispettata

Il caso Ceccanti finisce in Parlamento Inps: legge rispettata

PISA. Il caso Ceccanti approda in parlamento con un’interpellanza presentata dal M5S al ministro del Welfare, Enrico Giovannini. Tra le iniziative per far ripristinare la pensione d'invalidità civile...

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PISA. Il caso Ceccanti approda in parlamento con un’interpellanza presentata dal M5S al ministro del Welfare, Enrico Giovannini.

Tra le iniziative per far ripristinare la pensione d'invalidità civile a Soriano Ceccanti, sulla sedia a rotelle da 44 anni, dopo che l'inps di Pisa, in via cautelativa, gliela aveva sospesa sostenendo che risulterebbe abitante in Marocco, paese di cui è originaria la moglie. Dopo gli appelli rivolti al presidente del Consiglio Enrico Letta, da parte delle associazioni "Vita indipendente" di Scandicci e di quella per i paraplegici di Firenze, ora è la volta di una interrogazione parlamentare (qui sotto il testo completo) presentata al ministro del Welfare, Enrico Giovannini, dal deputato del Movimento 5 Stelle, Marco Baldassare.

«L'Inps, pochi mesi fa – scrive l'onorevole Baldassare – ha sospeso cautelativamente la prestazione economica contestando il non rispetto della "dimora stabile e abituale in Italia", prestazione economica che non sarebbe stata attuata se si fosse trattato di un altro titolare di trattamento pensionistico, ma appartenente alla categoria dei "non disabili", perché, «a questi ultimi non risulta sia fatto divieto di allontanarsi dal territorio nazionale per brevi periodi» e quindi «appare discriminatorio l'attuazione di tale provvedimento da parte di Inps per quanto concerne la libera circolazione all'estero di soggetti diversamente abili».

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle chiede, quindi, che venga ripristinata la pensione d'invalidità per Soriano Ceccanti e «per tutti gli altri cittadini che si trovino in analoghe condizioni».

Sulla stessa vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Gianfranco Mannini (M5S): «Che si faccia giustizia quanto prima sulla questione specifica e verso tutti quei cittadini che si trovano nella stessa situazione. Adesso basta».

Ma sull’argomento torna a fornire precisazioni il direttore regionale dell’Inps, Fabio Vitale che in una nota spiega: «Nel caso del signor Soriano Ceccanti, il provvedimento di sospensione della prestazione economica si è reso necessario avendo l'interessato disatteso tutti i precedenti inviti a visita disposti secondo la normativa vigente. Si rammenta, in proposito che il riconoscimento del beneficio economico non è concesso esclusivamente in base al possesso del requisito sanitario - che per il signor Ceccanti non è mai stato messo in discussione - ma sono necessarie ulteriori condizioni, tra cui la dimora stabile e abituale in Italia. Il regolamento Cee n° 1408/71 ha sancito, infatti, il diritto alla libera circolazione delle persone, ma ha decretato l'inesportabilità delle prestazioni sociali e di disabilità al di fuori dei confini del Paese erogatore delle stesse». Infine, il direttore regionale conclude sottolineando di volersi «sottrarre alle strumentalizzazioni di quanti hanno ritenuto di intervenire nella vicenda personale del signor Ceccanti per stigmatizzare il comportamento dell'Inps, il cui dovere istituzionale è di applicare sul piano amministrativo i precetti e le norme dello Stato di diritto, come nel caso del signor Ceccanti si è - in piena legalità - verificato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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