Il Tirreno

Pisa

Carpi, le lacrime di Bersani e del ministro Carrozza

di Sabrina Chiellini
Carpi, le lacrime di Bersani e del ministro Carrozza

Visite illustri alla camera ardente dell’ex senatore che fu sindaco a Crespina Tanti cittadini hanno reso omaggio alla salma, oggi alle 17 il rito civile

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CRESPINA. Considerava Crespina, dov’era stato sindaco, la sua casa e qui il professor Umberto Carpi, 72 anni, già senatore e sottosegretario, si era ritirato negli ultimi mesi di vita. Qui ha chiesto che gli fosse organizzato il funerale, confidando - in tempi in cui nessuno sapeva della malattia - all’amico e sindaco Thomas D’Addona come lo avrebbe voluto. La camera ardente in municipio, una breve cerimonia funebre con rito civile. Oggi tra le colline a lui così care - «Amava la casa che aveva acquistato negli anni Novanta, il giardino di cui si prendeva una grande cura fino a quando le forze gliel’hanno permesso», ricorda D’Addona - riceverà l’ultimo saluto.

Ieri mattina la salma è arrivata a Crespina accompagnata, oltre che dai figli e dai familiari stretti, dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, compagna del senatore fino a poco tempo fa. Un cuscino di rose rosse voluto dall’amministrazione comunale è stato deposto ai piedi della bara, al centro della sala del consiglio comunale, insieme a un mazzo di fiori con un messaggio scritto da alcuni ex allievi. Numerose le persone che hanno reso omaggio alla salma nell’arco della giornata. Amici, colleghi universitari come il professore Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale Superiore, il professor Riccardo Varaldo, già presidente della Scuola Superiore Sant’Anna. Tanti sindaci, amministratori dell’Asl, l’onorevole Paolo Fontanelli, il presidente della Provincia Andrea Pieroni.

Nel primo pomeriggio ha fatto visita alla camera ardente anche l'ex segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, legato da amicizia a Carpi, tanto che negli ultimi giorni era già stato a Crespina. «Di ricordi ne potrei elencare molti – ha detto Bersani – Sicuramente c'è quello di una persona dal profondo spessore politico, culturale e intellettuale che ne caratterizzava in positivo l'uomo delle istituzioni e dell'amministrazione, oltre che un prezioso collaboratore».

Grande la commozione per la morte dell’amico. «Aveva una cultura sterminata – ha aggiunto Bersani – ma era anche un uomo diretto, appassionato, semplice. Ci siamo incontrati pochi giorni fa, posso dire che ha affrontato la morte in modo socratico. Voglio credere che a settembre nel mondo politico e accademico ci sia la possibilità di riflettere pubblicamente sulla sua persona».

Carpi aveva affrontato la malattia con grande coraggio, come un leone, non possono fare a meno di ricordare i familiari. Ai cittadini di Crespina era davvero rimasto legato. Per tutti, quando lo incontravano, nei saluti era rimasto “il sindaco” anche quando non lo era più. Con alcuni dipendenti comunali era nata un’amicizia rimasta nel tempo. «Conoscevo Carpi da molto tempo, già dagli anni 1968-70. A Pisa era già un leader conosciuto, politicamente la pensavamo nello stesso modo – racconta Leonardo Niccolini, responsabile dei servizi demografici a Crespina – ci siamo ritrovati quando è diventato sindaco e, prima ancora, quando sono stato io sindaco a Orciano. Una persona eccezionale per la sua cultura e anche per il suo pensiero politico». Niccolini era stato a casa di Carpi pochi giorni fa . Aveva voluto incontrarlo. Era stato quasi un addio. «Sono stato a casa sua. Aveva capito che era alla fine. “Io ti lascio, salutiamoci”, mi ha detto. Non mi commuovo facilmente, ma in quel momento non sono riuscito a trattenermi».

La camera ardente rimane aperta anche oggi. Alle 17 l’addio con una breve commemorazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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