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Poco personale, il museo di S. Matteo chiuso la domenica
PISA. Un lettore, Francesco Martinelli, annota sulla pagina Facebook del “Tirreno” di Pisa che domenica mattina ha trovato chiuso il Museo di San Matteo. E, passandoci davanti, ha notato un gruppo di...
PISA. Un lettore, Francesco Martinelli, annota sulla pagina Facebook del “Tirreno” di Pisa che domenica mattina ha trovato chiuso il Museo di San Matteo. E, passandoci davanti, ha notato un gruppo di turisti stranieri, arrivati in taxi, molto perplessi non solo di fronte al portone chiuso, ma anche al cartello che lo accompagnava: "Per carenza di personale il museo resterà chiuso nella giornata odierna. Ci scusiamo per il disagio".
Un messaggio senza data e neppure una firma, sottolineava il lettore, né elegante né professionale.
In effetti ci si aspetterebbe di trovare aperto il museo in epoca di alto turismo e magari vedere l'avviso scritto in inglese con i giorni di apertura e chiusura. Dopo la laconica risposta del custode, che ribadisce il problema della mancanza di personale in grado di tenere aperto il museo di domenica e nei giorni festivi di agosto, telefoniamo al direttore Dario Matteoni: «La chiusura dipende dalle turnazioni che non possono superare una certa percentuale - dice - I diciassette custodi del San Matteo sono pochissimi e d'estate ci sono anche le ferie. Quando è possibile cerchiamo di sopperire con il personale di Palazzo Reale, ma è difficile, perché là il problema è ancora più grave. Alla scarsità di custodi si aggiungono la poca flessibilità nella gestione degli orari e la mancanza di fondi. È una lotta quotidiana. Speriamo nel recente decreto del Ministero e nella "possibilità di razionalizzare i fondi interni per gestire al meglio le aperture museali", come dice il documento».
A Palazzo Reale come vanno le cose? «Per le aperture non bene, visto che quel museo è sempre chiuso di domenica e nei giorni festivi. Infatti lo scarsissimo personale è utilizzato non solo per il museo, ma anche per l'accoglienza alla Soprintendenza. Nonostante ciò, siamo riusciti ad avere 5000 presenze in un anno, contro le 300 precedenti, grazie alla didattica e alla sensibilizzazione alle scuole, che si tirano dietro anche un certo flusso di visitatori».
E il cartello del San Matteo? «Lo metteremo in inglese, con date e firme, certo».
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