Il presidio
Relax in famiglia per il premier Letta
Riposo assoluto nella casa dei genitori con la moglie e i figli a giocare nella piscina gonfiabile
SAN GIULIANO TERME. Una stradina anonima e laterale a una via di campagna. Una villetta isolata circondata da campi. Una siepe alta e folta che avvolge, nel silenzio di una giornata da 30 e passa gradi, una dimora come tante, pregevole, ma non lussuosa.
Per 24 ore il buen retiro del premier Enrico Letta è stata la casa dei genitori Giorgio e Anna a Colignola.
Nelle stesse ore in cui i pretoriani di Silvio Berlusconi marciavano su Roma per sostenere il capo nella sua guerra alla magistratura, Letta se ne stava con moglie e tre figli nel porto sicuro della sua infanzia. In quella casa da benestanti, ma senza sfarzi. L’unica concessione è una piscina gonfiabile, rettangolare, comprata al Carrefour, che dà sul retro, non visibile dalla strada. La privacy è inviolabile per i Letta. L’ostentazione una bestemmia. Niente a che vedere con il collezionista di ville che lo ha preceduto alla guida del Paese.
«Lasciatelo in pace» è la risposta della mamma ai cronisti affacciati al cancello dove i genitori sul campanello continuano a tenere i rispettivi cognomi. Tracce di una normalità che l’incarico di presidente del Consiglio affidato al figlio ha in parte messo in discussione. La cortesia nel respingere la stampa va a braccetto con la fermezza nel non gradire insistenze.
Prima di arrivare a Pisa sabato sera Letta lo ha detto con chiarezza alle forze dell’ordine locali: «Voglio stare tranquillo con la mia famiglia». Nessuna uscita, neanche informale. Davanti alla villetta non ci sono macchine di polizia o carabinieri. O almeno non si nota una sorveglianza che per un capo del governo appare scontata. Per il blitz familiare ha fatto a meno della scorta che non viene schierata di fronte alla casa. Sotto la canicola, all’ora di pranzo, dalla strada si sentono le voci di bambini che sguazzano in piscina e si divertono con i genitori. Scampoli di felicità. Istantanee di vita comune che per qualche ora distolgono il presidente del Consiglio dagli affanni di un governo a cui sono in molti a pronosticare una fine certa e breve. Riservato, ma non segreto,Enrico Letta fino al pomeriggio inoltrato è rimasto a Colignola. Poi è ripartito per Roma. Altri tuffi, meno familiari, nei marosi della politica agitata da un Berlusconi che neanche in un fotomontaggio riuscirebbe a stare in una piscina gonfiabile. (p.b.)
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