Il Tirreno

Pisa

Corso Italia, nuovo look per insegne e facciate

Corso Italia, nuovo look per insegne e facciate

La giunta comunale ha approvato il piano di riqualificazione dell’asse centrale Indicazioni per edifici e negozi, sanzioni per chi non rispetta il regolamento

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Le insegne dovranno essere di un certo tipo, così come i colori delle facciate dei palazzi. Per non parlare dell’occupazione di suolo pubblico. Indicazioni precise e sanzioni per chi non rispetta le regole. Approvato dalla giunta comunale il progetto di riqualificazione di Corso Italia e via di Banchi. Questo dovrà essere sempre più il salotto buono della città, il biglietto da visita per passanti e turisti, dopo la ripavimentazione nell’ambito dei Piuss.

Il progetto, gestito dall’Ufficio Qualità del Comune, è l’approdo di un lavoro di oltre due anni coordinato dal vicesindaco Paolo Ghezzi. Mentre l’attuazione sarà ora seguita dall’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. L’obiettivo generale? Definire canoni per la riqualificazione. In particolare riguardo alle facciate (compresi i fondi a piano terra) si punta ad «accrescere - si legge nell'atto - il livello di qualità estetica e di decoro». Questo avverrà attraverso una serie di interventi quando i proprietari si troveranno a mettere mano sui loro edifici in occasioni di lavori (anche di manutenzione ordinaria).

Le facciate, in sostanza, si dovranno presentare libere: cavi o tubazioni non si devono vedere. E nei casi di rifacimento del colore esterno dei fabbricati dovranno essere svolte analisi dell’intonaco per verificare quello originario. E se questo non può essere scoperto? Il nuovo colore dovrà essere scelto tra alcuni indicati dal Comune; e comunque non uguale agli edifici adiacenti.

Una direttiva apposita riguarda poi i fondi commerciali sfitti. Per «prevenire situazioni di degrado urbano», è fatto obbligo ai proprietari «di mantenere il fondo attraverso attività di pulizia», rimuovendo «ogni elemento riferito alla cessata attività».

Per i negozi e comunque le attività private, ad eccezione dell’insegna, tutto deve essere collocato all’interno del fondo: dai condizionatori alle bacheche, dalle targhe all’illuminazione. Ci sono però alcuni soggetti, soprattutto nel caso delle bacheche, che sono esentati: farmacie, uffici della pubblica amministrazione, cinema, associazioni e organismi politici. Anche per le attività di interesse pubblico ci sono indicazioni simili.

L’atto approvato dalla giunta interviene anche sulle tende ombreggianti, specificandone caratteristiche e colori.

Altro capitolo quello relativo alle occupazioni di suolo pubblico e arredi esterni: bandito ogni tipo di pedana che sia di intralcio al traffico; inoltre per tavoli, ombrelloni e fioriere ci sono parametri da rispettare.

I tempi? Diciotto mesi per eliminare gli «elementi incongrui» dalle facciate, ma in questo caso, come specificano dal Comune, non ci saranno forzature e con flessibilità. Entro sei mesi invece dovranno essere sistemati gli arredi su suolo pubblico. Per chi non si adegua scatteranno sanzioni e rimozioni di quanto non in linea con il nuovo regolamento.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web