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Troppi furti: biciclettai a rischio di estinzione
Gli acquisti di mezzi nuovi sono ormai ridotti al minimo per la paura dei ladri Ecco i consigli di un professionista per limitare le brutte sorprese
PISA. I “ciclisti” ovvero i biciclettai, con i loro laboratori artigiani di riparazioni e vendita di bici, sono un pezzo di storia e di società pisana, che rischia di estinguersi. Troppi furti di biciclette, e ormai le vendite sono ai minimi storici. Quella della famiglia Longo, biciclettai in via Toselli accanto al Palazzo Blu, è una storia che continua del XIX secolo, generazione dopo generazione, nonostante le difficoltà. Oggi il titolare è Francesco, che nel 1994 ha preso le redini della ditta dal padre Orero (tutti lo conoscono come "Berti"), il quale comunque è sempre in officina con lui.
La storica ditta infatti all'inizio si chiamava Berti Romolo Lincoln (i primi documenti datano intorno al 1890)e fino al 1923 aveva sede a palazzo Redini in corso Italia. Oltre un secolo di duro lavoro, perché riparare bici è realmente faticoso. E venderle? «E' sempre più difficile per via dei furti - risponde Francesco. - Sembra un paradosso ma è così. Siccome questi sono frequenti, la gente cerca di ammortizzare il rischio comprando bici usate, magari tramite gli annunci nelle bacheche universitarie. Con 10-20 euro qualcuno compra bici da 200-300 euro, senza chiedersi forse come è possibile pagarle così poco».
Il campionario dei furti di biciclette a Pisa è infinito: «I clienti ce li raccontano, arrabbiatissimi. Fra quelle degli ultimi tempi ho presente una bici rubata al terzo piano di un palazzo, legata alla ringhiera delle scale e con un cane che abbaia furiosamente sul pianerottolo. O una rubata dall'interno di un terrazzo, al primo piano, legata pure questa alla ringhiera. O le tre legate a una grondaia di rame in via La Nunziatina: in pieno giorno hanno segato la grondaia, hanno rubato il rame e si sono presi anche le tre bici. Il furto più curioso l'ha subìto uno che lasciava la cibi in auto per non farsela rubare. Gli hanno spaccato il vetro della bauliera ed hanno portato via la bicicletta».
La situazione è dura. Per citare solo i casi di cui ci siamo già occupati su queste colonne, L'Arte della bicicletta in piazza Toniolo ha dovuto chiudere, Edo Giovannini in via del Borghetto ha dovuto mettere in vendita la sua collezione storica, altri ancora sono in difficoltà.
Ma oltre ai furti, i "ciclisti" non soffrono la concorrenza della grande distribuzione? Ormai quasi tutti i supermercati vendono le biciclette, spesso anche low cost. «Quello magari non è un grosso problema, - sorride Longo, - dato che le bici low cost di solito arrivano molto presto da noi per le riparazioni… ». Prima di decidere, in effetti, è sempre utile farsi un giro dai biciclettai e dai negozi specializzati per cercare un "usato sicuro" e in buone condizioni.
Ma c'è qualche consiglio da dare ai proprietari di bici? «Spendete qualcosa in più per il lucchetto. Chiunque è in grado di forzare in un minuto quelli da due soldi. Ma ora ci sono in commercio delle buone chiusure. Legate sempre la bici, con una chiusura antitaglio, a qualcosa di solido fissato a terra. Se volete essere sicurissimi che non vi portino via le ruote, usate due chiusure che le colleghino col telaio. Fuori di casa non lasciate mai a lungo la bici, per nessun motivo, legata allo stesso posto. E togliete gli sganci morbidi dalle selle, perché rubano spesso e volentieri anche quelle».
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