Il Tirreno

Pisa

Carabinieri mimetizzati in pineta e il cane Casper contro lo spaccio

Arrestati due marocchini nella boscaglia di Migliarino dopo un appostamento di dodici ore I militari hanno scoperto il bivacco dei malviventi con giacigli improvvisati e ciotole d’acqua

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MIGLIARINO. Carabinieri mimetizzati tra gli alberi della pineta di Migliarino e il pastore tedesco Casper pronto per l’agguato. Con questo piano (e un appostamento lungo ben 12 ore), i militari del nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Pisa hanno arrestato due spacciatori marocchini di 31 e 23 anni, sorpresi mentre cedevano delle dosi di cocaina.

Dopo l’abbattimento del locale abbandonato Happy Days, diventato un liuogo di ritrovo fra spacciatori e clienti, gli appuntame nti continuano nella pineta di Migliarino fino a quando non sarà installata una rete lunga 400 metri che dovrebbe impedire l’accesso all’interno della pineta.

Intanto, i carabinieri continuano i servizi di controllo del territorio. Il servizio di osservazione – durato circa 12 ore – e la tecnica del camouflage (della mimetizzazione o del mascheramento) adottata dai carabinieri dell’aliquota operativa sono stati la carta vincente insieme al cane Casper. I due marocchini non si sono assolutamente accorti della presenza dei militari tra la vegetazione e, indisturbati, sono stati colti nella flagranza dello spaccio. Avvenuta la cessione del primo quantitativo di cocaina, l’avvicinamento e la “cinturazione invisibile” dell’area hanno chiuso tutte le possibili via di fuga, consentendo l’arresto dei due spacciatori.

Tuttavia, fondamentale è stato il supporto di Casper, il pastore tedesco dell’Arma. Quando i due spacciatori si sono accorti dei militari mimetizzati tra i rovi, hanno tentato la fuga. Ma come in una fiction televisiva, ecco che sulla scena è apparso il pastore tedesco che si è lanciato all’inseguimento. Con Casper alle calcagna e i carabinieri che stringevano il cerchio, i due marocchini non hanno potuto avere scampo.

Il fenomeno dello spaccio nella pineta di Migliarino continua ad essere particolarmente sentito.

Numerosi extracomunitari, in gran parte di origine magrebina, in Italia senza casa e clandestini hanno trovato nella fitta boscaglia del parco un luogo dove rifugiarsi e dove trovare una dimora. Subito dopo il blitz, i militari dell’Arma hanno setacciato una parte del bosco alla ricerca di altro stupefacente e dei covi degli arrestati. Lo scenario è stato raccapricciante. Bivacchi improvvisati con teli posizionati come fossero tende da campeggio, vestiti lasciati appesi ai rami ad asciugare, ciotole per la raccolta di acqua dai ruscelli limitrofi e utilizzati per cucinare e lavare. Una situazione igienica molto precaria, quindi, con potenziale rischio per il possibile verificarsi di incendi. Pertanto, subito dopo l’operazione, i militari hanno cercato di ripristinare lo stato dei luoghi riportandolo alla naturalità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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