Il presidio
Allarme rosso, la camorra è in città
L’antimafia di Firenze sequestra la sede legale di una società edile riconducibile a un boss dei casalesi arrestato a febbraio
PISA. Allarme rosso. Le infiltrazioni della camorra sono arrivate in città. Il clan dei casalesi ha allungato i tentacoli sul nostro territorio. Dopo una delicata indagine, la Direzione investigativa antimafia (Dia) di Firenze ha eseguito il sequestro preventivo della società “Srl Inediliza” la cui sede legale si trova in via Mezzanina, nella zona dei Navicelli. Secondo gli investigatori, la società è riconducibile a Giovanni Sglavo, imprenditore originario di Gricignano D’Aversa (nel Casertano) arrestato lo scorso febbraio con le accuse di associazione di stampo mafioso ed estorsione nell’ambito di un’inchiesta della Dia di Napoli che aveva portato all’arresto di numerosi esponenti del clan dei casalesi.
«Il sequestro della società Inedilizia, a conduzione familiare e nata con lo scopo di diversificare gli interessi su altri territori, è un’appendice dell’inchiesta del mese di febbraio coordinata dalla Procura di Napoli. Allora vennero sequestrati i mezzi della società che aveva un punto d’appoggio operativo a Torre del Lago» dicono dalla Dia di Firenze aggiungendo: «L’intervento a Pisa ha fatto in modo che gli interessi sul territorio siano stati fermati in una fase ancora progettuale».
Gli investigatori della Dia di Firenze, con un mandato firmato dal gip del tribunale di Napoli, sono giunti a Pisa giovedì, ma la sede della “Srl Inedilizia” in questo periodo di agosto è chiusa. Quindi, l’intervento si è limitato a porre i sigilli. La società è intestata al figlio di Giovanni Sglavo, ma sarebbe un’intestazione formale poiché quando nacque questa società (era il 2008) il figlio di Sglavo aveva appena 18 anni: troppo giovane - per gli investigatori - per avere le qualità imprenditoriali necessarie per la gestione.
Dal momento in cui la società ha aperto non risulta che si sia aggiudicata appalti pubblici «in quanto avremmo trovato dei riscontri - diacono dalla Dia -. Siamo propensi a pensare che nella fase iniziale abbia lavorato solo con i privati. Una ditta a conduzione familiare che ultimamente non sembra che avesse grandi commesse».
Tuttavia (ecco il motivo per cui il clan è stato fermato nella fase progettuale) aveva acquistato terreni sia nella provincia di Pisa che di Lucca con lo scopo di costruire delle case per poi rivenderle. Infatti, in seguito ad ulteriori accertamenti, la Dia di Firenze ha scoperto contratti relativi all’acquisto di fabbricati e terreni nelle territori di Lucca, Pisa e Caserta per un valore di circa 800mila euro. «Un acquisto - spiega la Dia - che non risulta supportato da redditi dichiarati né da accensione di mutui bancari o da vendite di altri beni tali da giustificare la legittima provenienza delle risorse economiche impiegate».
Una piccola società, quella in via Mezzanina, che assumeva personale sempre nel giro della famiglia al momento in cui si aggiudicava un lavoro.
Infine, la Dia di Firenze ha eseguito la notifica del sequestro della società alla Camera di commercio di Pisa, mentre la Dia di Napoli ha sequestrato due Bmw e una Mini Cooper nel paese della famiglia Sglavo utilizzate dalla società “Srl Inedilizia”.
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