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Rumori e alcol illegale: decine di denunce
Task force delle forze di polizia con Asl e Arpat. Il capo dei vigili: normativa da rivedere, tanti i ricorsi al Tar contro le multe
PISA. Rigore verso chi non rispetta le regole. Attenzione nei confronti di chi reclama il diritto al riposo.
È un doppio binario quello che, sotto la regia della prefettura, forze dell’ordine, Comune, Asl e Arpat cercano di seguire per tentare una convivenza tra residenti, commercianti e studenti in centro. Un patto, come ha spiegato il prefetto Francesco Tagliente, «non contro la movida, ma per renderla più rispettosa di chi abita in centro».
Per dieci notti consecutive, a partire dal 19 luglio, una task force composta da 14 persone, in abiti civili, ha effettuato controlli e interventi mirati per contrastare il commercio e la vendita abusiva di bevande alcoliche, il disturbo del riposo notturno e tutelare il decoro dei monumenti.
Decine di denunce. Ieri mattina in prefettura sono stati diffusi i dati dei controlli: decine di denunce, attività sospese, multe, un arresto, sequestri di strumenti musicali. Sono stati trovati venditori abusivi stranieri, ma anche esercenti italiani con personale al nero o che vendevano alcol oltre l’orario consentito. Attività con licenze sospese o che non rilasciavano gli scontrini. È una parte di quello che alimenta la movida che non è solo relax e divertimento per i giovani, ma anche violazione di legge. Tra sospensioni e contravvenzioni sono state decine i provvedimenti adottati dal gruppo interistituzionale. Controlli che a settembre ripartiranno con modalità da studiare nelle prossime settimane.
Arresti e denunce. Un tunisino di 23 anni, Majdoub, Haithem, è stato arrestato in piazza dei Cavalieri in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in piazza Cavalieri. Quindici le denunce: sette per disturbo del riposo delle persone, con sequestro degli strumenti musicali utilizzati (tamburi e chitarre); cinque per inosservanza all’ordinanza del sindaco (vendita alcolici); una per ubriachezza manifesta; una per atti contrari alla pubblica decenza (un giovane urinava su un muro); una per porto di oggetti atti ad offendere.
Le attività nel mirino. Tre licenze sospese in altrettanti locali per gravi ripetute irregolarità, due delle quali con provvedimento d’urgenza adottato dal questore; tre sospensioni di attività adottate dalla Direzione Territoriale del Lavoro per impiego di personale in nero. Su diciassette controlli in cinque esercizi pubblici c’era personale non assicurato; quattro contravvenzioni per vendita di alcolici da parte di ambulanti, perché privi di licenza, ai quali sono state sequestrate centinaia di bottiglie di alcolici e superalcolici; dieci contravvenzioni per vendita di alcolici da parte di esercenti in violazione dell’ordinanza del sindaco di Pisa; tredici prescrizioni da parte della Asl per accertate carenze igienico-sanitarie; ventiquattro contravvenzioni, sette delle quali per impiego di lavoratori al nero e quattro con irregolarità, tre per occupazioni del suolo pubblico irregolare, sei per mancata emissione di scontrini, due per mancato rispetto dell’orario di chiusura e due per mancata comunicazione dell’attività; tre proposte di sospensione della licenza per reiterate violazioni nella vendita di alcolici in violazione dell’ ordinanza del sindaco. Se per Tagliente e il sindaco Marco Filippeschi “Prove di piazza” è stata un’esperienza positiva da ripetere, per il questore vicario Fabio Cilona la formula adottata a Pisa per contrastare l’effetto movida viene ripresa in questi giorni anche a Firenze.
Rivedere le norme. Il comandante dei vigili Massimo Bortoluzzi ha sottolineato la necessità di rivedere l’impostazione normativa. «In tanti hanno fatto ricorso contro le sanzioni per la violazione dell’ordinanza sugli alcolici – ha detto il dirigente –. Da un lato c’è una legge sulla liberalizzazione che consente ai locali di stare aperti anche fino alle 9 del mattino. Dall’altro c’è un’ordinanza che limita la vendita degli alcolici e sulla quale il Tar si è già pronunciato per Firenze in modo negativo. E questo non ci aiuta».
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