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Sicurezza, decine di denunciati per i controlli sulla movida
La questura: «Nostro modello di controlli seguito anche a Firenze»
PISA. Decine di denunce, contravvenzioni e altri sanzioni amministrative sono il bilancio di 10 notti consecutive di controlli nelle piazze della 'movida' pisana. E' il bilancio, reso noto oggi in prefettura, dell'attività condotta da forze di polizia, enti locali, direzione territoriale del lavoro, Asl e Arpat.
«Un modello - ha spiegato il vicario del questore Fabio Cilona - che è stato preso ad esempio anche a Firenze, che proprio in questi giorni sta provando adottare le stesse misure». «Per dieci notti consecutive - ha detto il prefetto Francesco Tagliente - 14 unità in abiti civili di polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, oltre a quelle della Direzione territoriale del lavoro e della Asl, con il concorso dell'Arpat, hanno effettuato controlli e interventi mirati per contrastare il commercio e la vendita abusiva di alcolici, il disturbo del riposo notturno dei residenti e tutelare il decoro dei monumenti». Problemi comuni alla città universitarie, è stato sottolineato, ma che occorre rimodulare anche perché, ha detto Massimo Bortoluzzi, comandante dei vigili urbani di Pisa, «i tribunali amministrativi non ci danno una mano e già è arrivata una pioggia di ricorsi che rischia di vanificare i nostri sforzi». E il sindaco Marco Filippeschi ha concluso: «Il diritto al riposo e alla conservazione del patrimonio monumentale viene prima del diritto al divertimento, che pure cerchiamo di garantire». In particolare, nel mirino ci sono le ordinanze sindacali circa le limitazioni degli orari di chiusura dei pubblici esercizi a fronte della legge sulle liberalizzazioni. Nel dettaglio vi sono stati denunce e sequestri di strumenti utilizzati per disturbare (tamburi e chitarre), di alcoolici venduti senza autorizzazione e sospensione di licenze in alcuni pubblici esercizi per gravi e ripetute irregolarità. Tre di loro impiegavano gran parte dei dipendenti al nero e per altri due è scattato il provvedimento di chiusura disposto dalla questura perché, nonostante le reiterate sanzioni, continuavano a violare le normative vigenti.
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