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Pisa e la nave gasiera, destini incrociati

Pisa e la nave gasiera, destini incrociati

Mentre arriva il rigassificatore, a Porta a Mare si lavora alla preparazione dell’apertura dell’Incile pagato dalla Olt

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PISA. Destini che s’incrociano. Mentre la nave gasiera si avvicina sempre più alla meta (ieri era passata dietro la Meloria) a Pisa da un paio di settimane si lavora alla bonifica dello specchio d’acqua fra l’Arno e il canale dei Navicelli. Primo fondamentale passo verso un lavoro ancora più importante: l’apertura dell’Incile.

Destini che s’incrociano perché il progetto e i lavori all’Incile - secondo un accordo che risale al 2005, come scriviamo in questa stessa pagina - saranno finanziati dalla Olt Offshore Lng Toscana proprietaria della Frsu Toscana, il rigassificatore che stazionerà davanti alle nostre acque. Fu la giunta guidata da Fontanelli a dire sì all’Olt, ma ad una condizione: visto che Pisa doveva dare il suo parere in quanto una parte della tubazione avrebbe attraversato una parte del suo territorio nella zona dello Scolmatore, Pisa mise sul piatto della bilancia l’apertura dell’Incile a carico della società che avrebbe installato il gassificatore in mare. E così avvenne.

Per questo motivo, mentre la nave gasiera ha quasi raggiunto il punto in mare in cui verrà ancorata, da quindici giorni sono in funzione le pompe che hanno già smaltito circa  720 metri cubi di acqua dell’Incile. Questo è un intervento propedeutico per la riapertura dell’Incile, opera fondamentale per il completo rilancio delle vie d’acqua fra Pisa e Livorno dato che, attraverso il Canale dei Navicelli, il porto livornese sarà messo in collegamento diretto con l’Arno e, da qui, con il centro di Pisa e il nuovo porto turistico di Marina. Un intervento che sarà realizzato dalla stessa Olt Offshore nell’ambito dell’accordo sulle compensazioni ambientali sottoscritto con il Comune e la Provincia di Pisa.

In questo momento, dopo aver messo in sicurezza il cantiere, la ditta Forti, l’azienda pisana che si è aggiudicata la gara fatta dalla Olt, ha posizionato le pompe e cominciato a togliere l’acqua che viene smaltita in discariche specializzate in accordo con l’Arpat. Quindi si passerà alla rimozione e allo smaltimento dei fanghi che si trovano sul fondale e, ultimo intervento, alla pulizia delle sponde.

La conclusione è prevista a ottobre e l’importo totale dei lavori è di circa 230mila euro. Parallelamente stanno andando avanti anche le procedure di gara per la realizzazione delle opere necessarie alla riapertura vera e propria dell’Incile, un intervento da circa cinque milioni di euro e che prevede la realizzazione di due porte vinciane in modo da creare una conca di navigazione che permetterà di mettere in comunicazione il Canale dei Navicelli con l’Arno e, quindi, lo sbocco vero e proprio dell’Incile nel fiume ma anche la demolizione e ricostruzione del ponte sulla via Livornese, la realizzazione dell’area a verde e della pista ciclabile che sarà realizzata lungo l’Incile. All’inizio della prossima settimana si conosceranno i nomi delle ditte che hanno partecipato alla gara e, entro la fine di settembre, dovrebbero essere completate anche le procedure di aggiudicazione definitiva. Secondo Olt il cantiere per la riapertura dell’Incile sarà pienamente operativo entro la fine dell’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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