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Addio Tumbiolo, fu presidente del Pisa

Addio Tumbiolo, fu presidente del Pisa

Il notaio nel ’68 organizzò una missione nella sua Sicilia colpita dal sisma: premiato dalla Croce Rossa

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PISA. Si è spento a 90 anni il notaio Francesco Tumbiolo, figura di primo piano nella Pisa del dopoguerra e fino alla soglia degli anni Duemila, quando si era ritirato dalla sua attività portata avanti per mezzo secolo.

Nato a Mazara del Vallo il 23 febbraio 1923, era giunto a Pisa nel 1954, dopo aver vinto il concorso per notaio. Tumbiolo era sempre stato un uomo che si era sempre speso attivamente per la sua terra e che in occasione del terremoto del 1968, che sconvolse la Valle del Belice, fu in prima linea per aiutare le popolazioni gravemente colpite dall'evento sismico. Dalla nostra città partirono in 40 (c'era anche l'ex caposervizio del Tirreno, Roberto Galli) con medicinali e viveri. Proprio per questo suo gesto Tumbiolo ricevette la medaglia d'argento della Croce Rossa Italiana. Tumbiolo era stato anche per quasi sette anni presidente del Pisa Sporting Club, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Un amore che non è mai venuto meno fino ad oggi. Celebre il suo detto: "Il Pisa Sporting Club si serve; del Pisa S.C. non ci si serve". Era diventato presidente del Pisa S.C. nel 1958, al termine di una crisi economica e organizzativa. Riuscì a pilotare lo Sporting per avviarlo poi, con lungimiranza, in acque tranquille, fino al 1964, quando si dimise «per incompatibilità con il gruppo dei nuovi dirigenti».

Oltre alla sua attività di notaio, si era sempre impegnato nel mondo della solidarietà, della cultura e dello sport. Era stato presidente per diversi anni prima del Panathlon club e poi dell'Accademia dell'Ussero. Era stato inoltre socio di diversi consigli di amministrazione di istituti bancari e consulente di associazioni ed era stato amico di diversi ministri.

La sua principale caratteristica era quella di una spiccata generosità, attraverso la quale aveva saputo offrire contributi morali ed economici nei momenti più difficili a diverse persone: resta, sopra ogni altra cosa, il notevole contributo alla sua terra, in occasione del tragico terremoto del gennaio 1968, che unì Pisa alla Sicilia negli aiuti umanitari. I funerali si svolgeranno domani alle 19 nella chiesa di San Nicola. Alla moglie Laura Laus, ai figli Francesco Mario, Federico e Maximilian le condoglianze della redazione pisana del Tirreno e quelle del sindaco, Marco Filippeschi.

Marco Barabotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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