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Ora nel mirino finiscono i proprietari degli alloggi
PISA. Gli arresti dei cinque accusati di favorire l’immigrazione clandestina e di sfruttare i viados brasiliani, non fermano le indagini della squadra mobile pisana e del commissariato di Viareggio....
PISA. Gli arresti dei cinque accusati di favorire l’immigrazione clandestina e di sfruttare i viados brasiliani, non fermano le indagini della squadra mobile pisana e del commissariato di Viareggio.
Sotto la lente degli investigatori ci sono ora i proprietari degli appartamenti utilizzati dall’organizzazione per sistemare i trans fatti venire in Italia con l’inganno e poi costretti a lavorare in strada sotto la minaccia di ritorsioni se non avessero saldato il “debito” di 20mila euro o non avessero versato il “pizzo” per occupare la postazione di lavoro in strada.
Quello che l’inchiesta mira ad accertare è il modo di muoversi dei proprietari italiani al momento di affittare le case. Il sistema più praticato è quello dei prestanome.
Già in altre indagini era emerso un contesto nel quale era pacifico che il contratto d'affitto venisse intestato a una testa di legno, mentre la disponibilità dell'alloggio era assegnata prostitute e trans più o meno clandestini.
Contratti registrati per un importo che poi, in contanti, lievitava al momento di saldare la mensilità.
I fari della polizia ora sono puntati su chi lucrava sulle locazioni mettendo a disposizione le proprie case a inquilini sospetti o a prestanomi che non le abitavano, ma le subaffittavano ai viados.(p.b.)
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