Il Tirreno

Pisa

Le “Mame” attive in Brasile, i “segretari” gestivano le residenze

VECCHIANO – L'operazione ha permesso di individuare i canali internazionali attraverso i quali i giovani brasiliani venivano inviati in Italia per essere sfruttati. In particolare, in un gergo tutto...

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VECCHIANO – L'operazione ha permesso di individuare i canali internazionali attraverso i quali i giovani brasiliani venivano inviati in Italia per essere sfruttati. In particolare, in un gergo tutto brasiliano, le persone a capo dell'organizzazione, che reclutavano materialmente i trans in Brasile, li inviavano in Italia, "estorcendogli" l'impegno di pagare la somma di 20.000 euro, con la loro prostituzione, venivano definite "Mame".

In Italia la "Mama" in questione - che rimaneva in Brasile - , si avvaleva dell'opera di “segretari”, gestori delle case, i quali avevano il compito di ricevere i transessuali nel nostro Paese, di portarli in strada, nei luoghi di prostituzione, di gestirli con pugno di ferro e di imporre loro, anche e soprattutto con la violenza, i pagamenti con il denaro derivante dalla loro attività su strada.

Spiega la questura di Pisa: «L'operazione è il felice frutto della collaborazione del personale della squadra mobile pisana e le organizzazioni umanitarie, nonché del personale del commissariato di Viareggio - sul cui territorio si trovavano le abitazioni ove i transessuali venivano alloggiati -, che nel tempo è riuscito a creare una notevole rete di conoscenze, anche fiduciarie all'interno di un ambiente così diffidente e "difficile" come quello dei transessuali brasiliani, spesso clandestini e quindi terrorizzati da qualsiasi contatto col personale di polizia temendo di essere rimpatriati nel paese d'origine».

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