Il presidio
Quando Salvatore Ligresti con la Sintergres lasciò al palo oltre trecento famiglie
«L’arresto dei Ligresti è una notizia che merita una riflessione su come le sue aziende di famiglia, hanno agito a Pisa rappresentando così una “lezione” per eventuali avventurieri dell'edilizia...
«L’arresto dei Ligresti è una notizia che merita una riflessione su come le sue aziende di famiglia, hanno agito a Pisa rappresentando così una “lezione” per eventuali avventurieri dell'edilizia nostrana».
Lo afferma Andrea Maggini, noto sportivo e organizzatore di eventi: «Negli anni 70/80 - ricorda - prosperava un’azienda storica, con centinaia di dipendenti, in una delle zone più belle della città: lungo il viale delle Piagge c’era la Richard Ginori ed ancora resistono ruderi a memoria della storia industriale pisana. Quasi come ricordo punitivo di un'era che non c'è più. Per “liberare” quell’area, che offriva nuove opportunità di edilizia residenziale (poi realizzatesi con il progetto Pisa 81) e mantenere inizialmente il livello occupazionale, fu fatta un'operazione che vedeva, tra questi, anche Salvatore Ligresti da Catania. L'azienda, col suo carico di lavoro e lavoratori, venne trasformata prima di tutto da azienda di sanitari del gruppo Pozzi Ginori in azienda chimico-ceramica produttrice di piastrelle (con il nome Sintergres Italy SpA) eppoi trasferita ad Ospedaletto. Fu un clamoroso suicidio politico-sindacale» perché nel 1990 la Grassetto “tolse” gli ordinativi dalle sue previsioni e questo nuovo piccolo gioiello pisano, che stava rappresentando un piccolo miracolo di eccellenza nostrana, venne messo in crisi. Rimasero al palo circa 300 famiglie, venne distrutto un grande pezzo di storia industriale pisana, alla fine ridicolizzata da ragionieri creativi del Nord Italia».
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