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appello alle istituzioni

Mobilità verso la scadenza per gli ex operai della Crm

Mobilità verso la scadenza per gli ex operai della Crm

PISA. Dopo l’incontro della scorsa settimana con i capigruppo del consiglio comunale e l’audizione in seconda commissione consiliare, gli ex lavoratori della Crm (la ditta che gestiva in appalto la...

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PISA. Dopo l’incontro della scorsa settimana con i capigruppo del consiglio comunale e l’audizione in seconda commissione consiliare, gli ex lavoratori della Crm (la ditta che gestiva in appalto la logistica della Saint-Gobain) scendono ancora una volta in piazza per chiedere lavoro e il rispetto degli accordi sottoscritti dalle istituzioni per il ricollocamento in altre realtà produttive.

Insieme ai Cobas, una delegazione di circa quindici lavoratori si è ritrovata ieri sotto Palazzo Gambacorti. «Continuiamo a rivendicare lavoro e dignità», dicono. Solo una parte dei lavoratori è stata assorbita dalla Saint-Gobain. Oltre venti «sono invece a casa e con gli ammortizzatori sociali in scadenza». La settimana scorsa il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo consiliare Una città in comune-Rifondazione. «La mozione impegna l’amministrazione comunale ad assumere e rispettare impegni a salvaguardia dell’occupazione - continuano gli ex operai della Crm -. Non chiediamo sussidi, ma una ricollocazione senza la quale non possiamo pensare ad un futuro degno di questo nome. Alle istituzioni chiediamo fatti e rinnoviamo la richiesta di un incontro in Comune e Provincia».

Una puntualizzazione arriva dall’assessore provinciale alle politiche del lavoro Anna Romei: «Comune e Provincia si sono impegnati con Saint-Gobain affinché gli accordi raggiunti per l’inserimento di un numero concordato di lavoratori della Crm fossero rispettati, cosa che è avvenuta. Vero è che ci sono stati meno insediamenti produttivi di quanto ipotizzato; e che quelli avvenuti o in corso hanno dato riscontri più confacenti alle loro necessità di impresa, che di risposta sensibile al disagio sociale territoriale. Ed è altrettanto vero che non esistono strumenti coercitivi o sanzionatori a nostra disposizione per far mutare loro atteggiamento».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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