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No Tav, studente pisano ottiene gli arresti domiciliari

No Tav, studente pisano ottiene gli arresti domiciliari

PISA. Arresto convalidato e concessione dei domiciliari per Marcello Botte, l'attivista No Tav e studente pisano arrestato la scorsa settimana in Val di Susa con l'accusa di resistenza e violenza a...

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PISA. Arresto convalidato e concessione dei domiciliari per Marcello Botte, l'attivista No Tav e studente pisano arrestato la scorsa settimana in Val di Susa con l'accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Il gip Roberta Vicini ha disposto i domiciliari per Botte, originario di Potenza, e altri cinque No Tav fermati durante gli scontri vicino al cantiere dell'alta velocità a Chiomonte.

Lunedì scorso, il comitato No Tav di Pisa è sceso in piazza per chiedere la scarcerazione di Botte e degli altri arrestati. Circa cento persone si sono radunate in presidio in piazza XX Settembre anche per denunciare «le violenze delle forze dell'ordine». Sulla sponda dell'Arno è comparsa una grande scritta (“Marcello libero, liberi tutti. No Tav”) e su Ponte di Mezzo è stato affisso uno striscione per chiedere la scarcerazione dei No Tav. Il senatore del Pd Stefano Esposito rilancia intanto le accuse contro Marta Camposana, la 33enne pisana che ha raccontato di essere stata «picchiata, insultata e molestata dalle forze dell'ordine» durante la manifestazione. Esposito, su twitter l'ha accusata di essersi inventata tutto. «La signora Marta – ha scritto ieri sul suo profilo Facebook – viene fermata, evidentemente era nel cuore degli scontri, e si becca qualche manganellata, cosa si aspettava baci e abbracci? Viene portata al cantiere dove sono presenti 2 magistrati, come mai non ha denunciato immediatamente ai magistrati le presunte molestie? Semplicemente perché non sono mai esistite – accusa Esposito –. Come mai lo ha fatto solo il giorno dopo in una conferenza stampa? Perché nel disperato tentativo di difendere una posizione indifendibile ha usato il suo essere donna per rivolgere un'accusa infamante nei confronti dei carabinieri, una vergogna che offende le donne che sono vere vittime di molestie e violenze. Spero che la signora di Pisa sporga regolare querela, così la procura di Torino potrà svolgere le indagini e verificare le sue affermazioni».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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