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Tragedia del lago, dopo l’estate l’esito dell’autopsia
Esami istologici e tossicologici sul corpo dello studente Nuovi accertamenti della Procura sulla cause della morte
PISA. Sarà consegnato entro la fine di settembre l’esito degli esami istologici e tossicologici effettuati sul corpo riesumato di Andrea Paolino, lo studente 15enne (16 il 25 settembre) deceduto nel pomeriggio di mercoledì 19 giugno in un lago artificiale a Campo nel Comune di San Giuliano Terme.
Il professor Alessandro Bassi Luciani ha eseguito venerdì l’autopsia sul ragazzo di Caprona dopo la richiesta di approfondimenti avanzata dal sostituto procuratore Paola Rizzo, titolare dell’inchiesta. Il medico ha prelevato campioni di sangue e di tessuti che verranno analizzati per capire l’esistenza di eventuali cause collegate alla morte sopraggiunta per annegamento. Andrà stabilito dagli esami di laboratorio se prima di affogare Andrea - la cui salma è stata inumata nel cimitero - possa essersi sentito male e per quale motivo. L’esame esterno aveva accreditato l’ipotesi dell’annegamento. I test tossicologici e istologici chiariranno in modo scientifico ogni dubbio.
Diversi amici, anche quelli non presenti al momento della tragedia nel laghetto, sono stati sentiti dai carabinieri di San Giuliano.
Andrea Paolino, studente dell’alberghiero Matteotti, nuotatore poco esperto, ma calciatore con anni di attività, si era tuffato in acqua per raggiungere l'isolotto al centro del lago. Dopo una decina di metri aveva capito che non ce l'avrebbe fatta e nel tentativo di tornare indietro in pochi secondi era stato sopraffatto dal lago. In pochi secondi era scomparso davanti agli occhi degli amici. I sommozzatori dei vigili del fuoco lo avevano ritrovato a cinque metri di profondità.
L’altro aspetto su cui ha acceso i fari la magistratura è quello della sicurezza dell’area. Secondo l’informativa dei carabinieri nella zona le indicazioni di pericolo, i divieti di balneazione e gli ostacoli per evitare accessi indesiderati non sarebbero stati presenti in modo chiaro nell'area della Donati laterizi Srl che d'estate si trasformava in una piscina naturale.
L'altro laghetto della zona è gestito dal Comune che lo ha messo a disposizione della Croce Rossa per addestrare i cani Terranova, splendidi esemplari utilizzati per i salvataggi in mare. Per il laghetto della disgrazia c'è stato uno scambio di accuse tra il sindaco Paolo Panattoni e la proprietà. Per l'amministratore l'azienda deve bonificare l'area e poi, come da accordi, il Comune potrà acquisirla nel suo patrimonio. Di segno opposto la versione della Donati laterizi, secondo la quale è l'amministrazione a dimostrarsi inerte perché ancora non ha approvato il provvedimento di avocazione del bene. Per la proprietà la cartellonistica è a posto ed è chiaro il messaggio che in quella zona non si deve entrare.
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