Il Tirreno

Pisa

Ritratto di Fibonacci fatto con il vino

di Lucia Maffei
Ritratto di Fibonacci fatto con il vino

Omaggio al grande matematico pisano realizzato dalla pittrice salentina Arianna Greco

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PISA. «I miei quadri sono come il ritratto di Dorian Gray, con la differenza che quello diventava sempre più brutto».

Anche le opere di Arianna Greco, 33enne pittrice salentina, cambiano nel tempo come la tela del romanzo di Oscar Wilde. Perché al posto dei colori a tempera o ad acquerello sono dipinte con il vino, che mese dopo mese attraversa varie fasi di maturazione: sulla tela come in bottiglia. Bianco e rosso, talvolta anche birra.

Ciascuno ha il suo ruolo sulla tavolozza dell'artista nata a Porto Cesareo in provincia di Lecce. Il Primitivo Gioia del Colle sfuma nel viola, il Nero di Troia in rosso cupo, il Dolcetto delle Langhe in giallo. Colori primari a parte, c'è la tecnica. Il vino rosso può essere bollito per aumentare l'intensità cromatica, il bianco serve come base o come gomma da cancellare, in un gioco che tiene conto di annate e tipo di vitigno.

«L'idea di dipingere con il vino mi è venuta a febbraio dell'anno scorso frequentando le degustazioni», racconta Arianna al telefono. «Ero da sempre appassionata d'arte e sono rimasta colpita dall'aspetto visivo del vino, ad esempio dalle varie gradazioni di rosso».

Una laurea in odontoiatria a Bari le ha permesso di dedicarsi alla pittura nel tempo libero. Gli impegni sono cresciuti.

Arianna ha dipinto per lo stilista Ferragamo, ha esposto al Salone intenazionale Vinitaly e tenuto mostre personali in tutta Italia, realizzando in totale 35 opere, quattro delle quali diventate copertine di libri. I suoi soggetti preferiti sono i nudi femminili, ma il suo ultimo quadro è il ritratto di un uomo: il matematico pisano Leonardo Fibonacci, vissuto a cavallo tra il 1100 e il 1200.

«L'ho scelto per il legame che ha avuto con Federico II, a cui ho dedicato altre due opere».

Il riferimento è a un episodio storico. La facile vittoria ottenuta da Fibonacci in una gara di matematica impressionò fortemente l'imperatore e mecenate che rese l'Italia meridionale del Duecento la culla delle arti.

L'opera vuole essere un omaggio al grande intellettuale pisano, ma anche sottolineare il collegamento che si creò in quell'occasione tra Toscana e Puglia. Per questo il vino scelto per dipingere non è un rosso qualunque. «Si tratta di un Primitivo di Manduria chiamato Passo del Cardinale, un vino che Federico II offriva spesso a corte», rivela l'artista.

Il ritratto di Fibonacci, che dal primo al 15 agosto sarà esposto in una mostra dell'Enoteca regionale lucana al castello di Venosa (Potenza), è un quadrato di mezzo metro per lato. Per dipingerlo sono servite due bottiglie di vino.

Nella foto il dipinto realizzato da Arianna Greco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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