«Residenti abbandonati al loro destino»
Il comitato di Santa Maria invoca un piano di interventi e chiede di far rispettare la legge su rumori e imbrattamenti
PISA. «Il comitato dei residenti del quartiere di Santa Maria condivide totalmente le dure, clamorose e autorevoli parole dell’ex procuratore capo Jannelli e fa sapere che monsignor Armani non è solo a condurre questa difficile battaglia di legalità e di civiltà».
Lo sostiene Francesco Pozzi, coordinatore del comitato di Santa Maria da tempo alle prese con battaglie per difendere la qualità della vita del quartiere. Sul fronte movida Pozzi sposa in pieno le denunce dell’ex procuratore e del rettore della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri.
Il comitato, nato un anno fa per contrastare gli effetti negativi della pedonalizzazione del quartiere, ricorda che nella petizione consegnata al sindaco il 27 luglio 2012, firmata da 749 cittadini, emerge una chiara denuncia del “fenomeno dei bonghi in Piazza dei Cavalieri, dove musiche, canti e tamburi si propagano tutta la notte, fino alla cinque del mattino, causando un inquinamento sonoro, associato ad altre forme di vandalismo, con imbrattamento sistematico della piazza e dei suoi monumenti».
Il comitato di Santa Maria riprende su questo punto l’esasperazione popolare degli abitanti nelle zone limitrofe, «costretti ad usare i tappi nelle orecchie per cercare di dormire». In occasione dell’inaugurazione della nuova pavimentazione della piazza, il 15 dicembre scorso, il comitato ha distribuito un volantino ccon cui denunciava lo stato di illegalità della piazza, con lo scopo di richiamare l’attenzione sui gravi problemi di ordine pubblico e di sicurezza in un luogo di grande valore storico ed artistico, riportato al suo antico splendore.
Aggiunge Pozzi: «Come dice efficacemente il dottor Jannelli “chi dovrebbe avere a cuore, da un lato le occupazioni, il riposo ed il rispetto delle persone e dall’ altro, chi deve presiedere al rispetto dei luoghi e delle cose?” Questo interrogativo se lo è posto anche il Comitato nei suoi incontri con le autorità cittadine ed ha sempre trovato, negli interlocutori, un atteggiamento vago, comunque sempre di rinvio nella ricerca di una soluzione. A ciò si aggiunga che per la maggior parte dell’opinione pubblica il fenomeno della movida viene inquadrato, ideologicamente, come una manifestazione della libertà di pensiero e di espressione del cittadino, che si traduce anche nella libertà di riunione per “socializzare”, principi questi costituzionalmente garantiti, pur riconoscendo qualche intemperanza».
Per il comitato il sindaco Marco Filippeschi deve potenziare la vigilanza e il controllo della polizia municipale, unitamente alle altre forze dell’ ordine, nell’intero quartiere 24 ore su 24, estendendo il sistema di videosorveglianza.
Il comitato di Santa Maria aspetta che l’ Università di Pisa, come è stato chiesto al Rettore svolga il ruolo di natura scientifica, individuando la struttura di riferimento, alla quale il comitato darà tutto l’appoggio possibile. «Il fenomeno della movida è stato dunque al centro dei colloqui del Comitato con le autorità cittadine, ma nessun risultato concreto è stato finora raggiunto – conclude Pozzi –. Di sicuro tutte le altre istituzioni ubicate nella piazza vorranno dare la loro collaborazione. Senza trascurare la prevenzione, ora è urgente provvedere, con un’operazione di chiarezza ed applicazione della legge, senza altri indugi. Come risulta dalle dichiarazioni alla stampa del comandante della polizia municipale e della stessa prefettura è in preparazione un piano operativo di interventi. Passiamo subito dallo studio ai fatti. Finora gli abitanti sono stati abbandonati al loro destino. Non possiamo attendere oltre».
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