L’accoltellatore ora si scusa «È stata una richiesta di aiuto»
PISA. Ha chiesto scusa e si è informato sulle condizioni dell’uomo che ha ferito con cinque coltellate e il lancio di acido in faccia. Alberto Mennucci, 38 anni, davanti al gip Giulio Cesare...
PISA. Ha chiesto scusa e si è informato sulle condizioni dell’uomo che ha ferito con cinque coltellate e il lancio di acido in faccia.
Alberto Mennucci, 38 anni, davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta, ha ammesso ogni responsabilità nell’episodio avvenuto la mattina di venerdì 21 giugno tra via Contessa Matilde e piazzale Sicilia. Sconvolto da un raptus il 38enne aveva prima sferrato una serie di coltellate alla schiena e al collo di un rappresentante di materiale elettronico che vive in zona e che si trovava in sella al suo scooter. Poi lo aveva inseguito e superato per lanciargli in faccia l’acido contenuto in un flacone. Alle 8 del giorno dopo Mennucci si era costituito in questura. In casa gli agenti della squadra mobile gli avevano trovato flaconcini di acido, coltelli, un manichino su cui si esercitava con l’arma bianca e un pannello di compensato usato come tiro a segno.
Assistito dall’avvocato Monica Paperini, l’uomo ha spiegato, durante la convalida del fermo in arresto per tentato omicidio, di aver agito per richiamare su di sé un’attenzione che, a suo dire, non era abbastanza profonda per i suoi problemi. Mennucci ha una vita travagliata. La tossicodipendenza gli ha segnato un’esistenza sempre più solitaria. Neanche il figlio avuto con quella che poi è diventata la sua ex compagna è riuscito a placare un’indole rivelatasi nel tempo sempre più violenta.
«Quella del mio cliente è stata una richiesta di aiuto per le sue sofferenze – afferma l’avvocato Paperini –. Sa di aver sbagliato e ha chiesto scusa informandosi sulla salute della persona ferita in strada. Con i medici del Sert stiamo studiando un percorso di recupero per Alberto. E stiamo anche discutendo se è il caso di sottoporlo a una perizia psichiatrica. Qualunque altra iniziativa, al momento, è prematura».
Per ora Mennucci resta in cella. A riflettere su quello che ha combinato e a trovare una via di uscita dal labirinto di ombre in cui è finito da anni. (p.b.)
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