Il Tirreno

Pisa

Caso Ragusa, l’amante in Procura

di Candida Virgone
Caso Ragusa, l’amante in Procura

Domani Sara Calzolaio sarà sentita dal pm che ieri ha ascoltato per ore il fratello e la cognata di Logli

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SAN GIULIANO TERME. Si avvicina il giorno in cui Sara Calzolaio potrà raccontare la sua verità davanti al pm Aldo Mantovani. Varcherà domattina la soglia della Procura l'amante di Antonio Logli, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere nell'indagine sulla scomparsa della moglie, Roberta Ragusa, titolare di un'autoscuola e madre di due figli adolescenti, svanita nel nulla la notte in cui la Concordia naufragò al Giglio, quella a cavallo fra il 13 e il 14 gennaio del 2012, sedici mesi fa. Ieri è stata invece la volta del fratello di Antonio, Giovanni, e della moglie Alberta, cognati di Roberta. Antonio, odontotecnico, che sotto la casa della coppia ha abitazione e studio professionale, è arrivato in Procura intorno alle 8 ed è entrato nella stanza del pm inquirente, Aldo Mantovani, intorno alle 9 e un quarto. Lui e la moglie sono usciti alle tredici e quaranta, quasi sei ore dopo, dribblando obiettivi e telecamere appostati da ore davanti al palazzo, fra via Beccaria e dintorni. Tutti e due hanno risposto alle domande del magistrato. Ancora una volta gli inquirenti non si sbilanciano sul contenuto della audizioni di questi testi, in ogni caso importanti e già ascoltati sia davanti ai carabinieri nell'immediatezza dei fatti che anche dal pm nel corso dell'indagine. Le domande avrebbero riguardato non tanto quella maledetta notte in cui Roberta scomparve, nella quale si sa con certezza che la coppia di cognati era fuori, ma soprattutto i rapporti familiari dei protagonisti di questa storia. Ai duenon sarebbe risultato che lei e Antonio fossero agli sgoccioli, per quanto dai racconti di chi conosce la famiglia emergerebbe che i rapporti fra le due coppie fossero molto freddi e distanti e dunque si potessero anche ignorare i reciproci problemi, se problemi c'erano.

Ben diversa la posizione di Sara, che dovrà rispondere a un lungo elenco di domande. Lei che per prima, il lunedì sera successivo alla scomparsa di Roberta, il 16 gennaio del 2012, si presentò ai carabinieri di Pontasserchio per dire della sua decennale relazione con Antonio, potrà chiarire diversi aspetti legati alla vicenda. Potrà parlare dei rapporti della coppia, in seno alla quale viveva da anni, delle tensioni esistite, dei sospetti di Roberta, che la considerava un'amica, chiarire se davvero la donna sapesse e quando avesse saputo, se ci sono stati chiarimenti fra loro. Potrà parlare delle lunghe e misteriose telefonate di quella notte, dell'ultima, telegrafica, delle chiamate di Antonio al suo cellulare la mattina dopo, una delle quali partita proprio dal telefono di Roberta, dell'ordine di distruggere i loro cellulari segreti, della loro relazione ora, alla luce del sole, ma portata avanti all'ombra. E per questa settimana ci si potrebbe fermare qua. L'attesa è rivolta anche al prossimo ascolto dei figli di Roberta e Antonio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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