Il Tirreno

Pisa

Il Bagno Gorgona di nuovo in ginocchio

di Donatella Lascar
Il Bagno Gorgona di nuovo in ginocchio

Vento a 60 chilometri orari, danni a cabine e altre strutture per 45mila euro. Il proprietario: non so se potrò riaprire

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MARINA. Il litorale la notte scorsa è stato spazzato da un vento a 60 chilometri orari e la mareggiata ha messo di nuovo in ginocchio il bagno Gorgona di Marina. Questa volta i danni si aggirano sui 45mila euro, che si sommano ai circa 80mila complessivi delle circostanze precedenti. «Non ho ancora deciso cosa fare - dice Stefano Sbrana, titolare dello stabilimento -. Se tutto si ferma qui e il maltempo non rinforza posso anche provare a rimettere tutto a posto per la terza volta consecutiva. Se invece il vento rinforza e spazza via anche una sola fila di cabine riconsegnerò la concessione al Comune perché ho finito i soldi».

Tutta la sabbia della terrazza del bagno è stata portata via dal vento, per 20mila euro di danni; sono state rotte tutte le staccionate in legno, lunghe circa 100 metri, per altri 20-25mila euro. Inoltre la furia del vento e del mare ha rovinato la passerella sulla spiaggia, dove il titolare aveva riposto anche tutte le sdraio, molte delle quali sono volate in mare oltre la diga; altre invece sono state trasportate fino a piazza Baleari. Per fortuna, si fa per dire, questa volta le cabine che hanno subito danni sono solo due e non 20 come l’ultima volta. «Giovedì sera avevo tolto gli ombrelloni e le sdraio che avevo già posizionato sulla spiaggia - racconta Sbrana - poi verso le 3 e mezzo del mattino il vento si è fatto sempre più forte, fino a raggiungere la punta massima alle 5 e non abbiamo potuto fare niente».

La protezione civile sin dal primo mattino era sul litorale. Un sopralluogo al Gorgona è stato fatto anche dal vicesindaco Paolo Ghezzi. Così come da Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa, che dice: «Siamo al punto di non ritorno. Non è possibile che ad ogni minimo battito di vento gli stabilimenti balneari di Marina di Pisa si trovino a contare danni sempre più ingenti. Penso al Bagno Gorgona, al suo titolare che ha lavorato tutto l’inverno e investito fior di soldi per essere pronto alla stagione estiva e adesso, per una nottata di burrasca, si trova in condizioni di dover iniziare quasi tutto da capo».

Pieragnoli se la prende con la Provincia, che «aveva in programma da molto tempo lavori di sistemazione delle dighe davanti al bagno, lavori che se completati in tempo avrebbero permesso di superare questa ennesima mareggiata stagionale in tutta tranquillità. Purtroppo i tempi si sono allungati in maniera allucinante e adesso sappiamo che questi interventi di ripristino delle dighe inizieranno solo la prima settimana di giugno. Restiamo increduli davanti a questo modo approssimativo di affrontare questioni vitali per la sorte delle nostre imprese. Chi risarcirà i danni che il titolare del bagno Gorgona dovrà sopportare per ripristinare nel tempo più veloce possibile una situazione di normalità?».

Fabrizio Fontani (Sib Confcommercio) aggiunge: «Siamo qui a testimoniare la totale solidarietà nei confronti di Stefano Sbrana e degli altri bagni colpiti, e a chiedere un impegno preciso a Provincia e Comune affinché confermino tutte le promesse fatte in questi mesi. Ci sono imprenditori in difficoltà: devono essere messe in campo tutte le possibili soluzioni, dagli sgravi fiscali ai mezzi meccanici, a forme di incentivo varie, affinché sia ripristinata quanto prima una situazione di normalità».

Provincia sotto accusa anche per un’altra vicenda relativa ad uno stabilimento balneare. Dopo 43 anni dalla sua nascita, il bagno La Riva di Marina rischia di non aprire perché la Provincia ha detto no al ripascimento dell’arenile con la sabbia di Calambrone, che caratteristiche diverse da quella del bagno La Riva. Pieragnoli: «Abbiamo interpellato il nostro ufficio legale per verificare la piena regolarità e la conformità di tutti gli atti formali emessi su questa vicenda incresciosa».

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