«Il lavoro è l’emergenza Poi basta col cemento»
PISA. Ecco le risposte di Valeria Antoni alle nostre domande: 1) «La prima emergenza da risolvere è sicuramente quella del lavoro. Dobbiamo mettere in moto tutte le iniziative possibili per creare...
PISA. Ecco le risposte di Valeria Antoni alle nostre domande:
1) «La prima emergenza da risolvere è sicuramente quella del lavoro. Dobbiamo mettere in moto tutte le iniziative possibili per creare posti di lavoro. Penso per esempio al potenziamento del ciclo della differenziata, un motore industriale che creerebbe posti di lavoro sia qualificati che di manodopera. Si potrebbero creare dei percorsi turistici alternativi e far vivere la città intera e sarebbero tutti posti nel settore del commercio. Sul piano politico invece cercheremo di riportare il consiglio comunale al centro del sistema con assessori tecnici, che abbiano una preparazione adeguata».
2) «Questa è facile, ci abito e lo conosco bene. Il litorale non ha bisogno di grandi opere ma di manutenzione ordinaria. Piazza Viviani sembra una zona di guerra e quella sarà la prima immagine da chi arriverà quando sarà finito il porto. Per non parlare dei lampioni con i fili elettrici in bella vista per non parlare di cosa vuol dire abitare sul litorale per un disabile, u incubo. Non occorre inventare nulla, basterebbe ripartire dall'identità di Tirrenia. Per questo ci batteremo per Tirrenia Città del Cinema. Il complesso degli studi cinematografici era un vanto nazionale e internazionale, ripartire da lì sarebbe un un volano economico incredibile».
3) «La nostra battaglia contro la cementificazione della città è nota. Dobbiamo riqualificare l'esistente, è il momento in cui l'ecologia incontra l'economia. Pensiamo ai pannelli solari sopra gli edifici pubblici per esempio. Oppure un sistema di trasporto pubblico su rotaia che interessi l'intera area pisana. A Firenze c'è e si è ripagata da sola in quattro anni. Sono cose già fatte, dobbiamo programmare a lungo termine: a noi hanno lasciato edifici utili, noi non possiamo lasciare il People Mover».
4) «Sinceramente non ci ho ancora pensato e forse non lo farò fino al 27 sera. Intanto corro e mi diverto ma sento che in tanti sono stufi e vogliono un cambiamento radicale. Per il momento mi basta che un politico navigato come Filippeschi abbia paura di me e del Movimento».
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