Il presidio
A Coltano ci sono tante strade che non hanno un padrone
Lettori e residenti denunciano: troppe buche, ma nessuno si occupa della manutenzione delle vie Storia di un groviglio burocratico. Il Comune a Regione e Demanio: troviamo una soluzione
PISA. A Coltano, alle porte della città, ci sono “strade di nessuno”. Si può rimanere sorpresi, ma è così. Qualche giorno fa, dopo un nostro articolo sulle buche e le strade dissestate nel territorio comunale, alcuni lettori ci hanno scritto per sottolineare lo stato di degrado di due strade di Coltano: vione dei Pini e via delle Tamerici. «Il Comune non ha mai provveduto alla sistemazione - ha scritto una lettrice - ed io, come tutti gli abitanti delle suddette vie, sono costretta a fare lo slalom per arrivare alle nostre case con il rischio di rompere i nostri mezzi». Da Palazzo Gambacorti si precisa: «Il Comune di Pisa, come ogni Comune, non può spendere soldi su proprietà non sue». Ma allora di chi sono le strade di Coltano? La storia parte da lontano. Quelle con sicurezza di proprietà del Comune sono quattro: via dell’Idrovora (dove sono cominciati i lavori per l’asfaltatura completa), via della Safina, via delle Rene e via del Caligi (asfaltata nel 2010).
Un’altra serie di strade, tra le quali vione dei Pini e via delle Tamerici, ha invece una proprietà incerta. E un gruppo di enti è al lavoro per sciogliere questo nodo, che vorrebbe dire anche identificare chi se ne deve occupare. Per capire questa vicenda bisogna fare qualche passo indietro. Le strade di Coltano vennero realizzate in concomitanza alla bonifica idraulica. Nel settembre del 1920 iniziarono i lavori del primo lotto, la costruzione dei canali di scolo per le terre alte (in modo che le loro acque non scendessero più verso i paduli), quella dei canali di scarico e del tronco a valle del collettore principale del padule maggiore. Alla stessa data si fa risalire anche lìinizio dei lavori dell’impianto idrovoro progettatati dall’ing. Todaro.
La bonifica di Coltano, realizzata dall’Opera Nazionale Combattenti (per conto dello Stato), fu uno degli aspetti di un più vasto piano di sistemazione di tutto il bacino meridionale dell’Arno. Tale piano comprendeva, tra l’altro, la costruzione di un nuovo canale navigabile Pisa-Livorno, strettamente legato alla bonifica di Coltano, che iniziò nel 1921. A conclusione dei lavori (1933) la zona di Coltano presentò un paesaggio profondamente mutato, la cui caratteristica principale era una fitta rete di canali. Il paesaggio agrario, con la bonifica, cambiò profondamente: si estesero le aree coltivate a danno di prati e boschi, e circa la metà della superficie venne divisa in poderi. Furono quindi costruite molte case coloniche e le strade per collegarle. Ancora oggi, le acque alte scolano nel canale navigabile Pisa-Livorno, che funge da emissario principale della bonifica. Le acque basse vengono condotte a tre idrovore, la più importante delle quali è quella detta del Ragnaione.
E torniamo alle strade. Con lo scioglimento dell’Opera Nazionale Combattenti tutte le proprietà non vendute ai privati passarono alla Regione, comprese le strade, con alcune eccezioni: le quattro strade del Comune e altre quattro di cui non è ancora chiara la proprietà, ovvero vione dei Pini, via delle Tamerici (le due segnalate dai lettori), via del Mulinaccio e via del Centro Rai. Riguardo al vione dei Pini, la proprietà è divisa: la parte laterale della strada con i pini è della Cooperativa Le Rene (dopo una cessione da parte della Regione).
Ma di chi dovrebbero essere? Andando per esclusione, non essendo di privati, non essendo del Comune di Pisa, non essendo della Provincia, per destinazione originale sono o dovrebbero essere dello Stato (Demanio). Il Comune di Pisa ha organizzato un tavolo con la Regione Toscana e lo stesso Demanio per chiarire la vicenda completamente e, se possibile, definitivamente. Si attende il responso.
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