Sul piano dell’area pisana si spacca il consiglio
A Calci sono contrari la lista civica, ma anche Rifondazione e Comunisti italiani Intanto il sindaco replica: «Un processo di trasformazione rispetto al passato»
CALCI. Un territorio, sei comuni. È in atto un processo di trasformazione che riguarda, insieme con Pisa, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Cascina. In Valgraziosa si è svolto un consiglio comunale con non poche polemiche. Il piano strutturale dell’area pisana divide. Si è registrato già il “no” di Fabio Paffetti, capogruppo di Rifondazione e dei Comunisti italiani, che fanno parte della maggioranza. Adesso la posizione di netto rifiuto di “Calci nel cuore”, che attraverso i suoi tre consiglieri comunali ha espresso netto dissenso dicendosi «fortemente preoccupato perché si va verso il Comune unico con Pisa egemone, conseguenti il danno e la beffa per le realtà più piccole come Calci».
Il sindaco Bruno Possenti in una conferenza stampa ha invece difeso a spada tratta il piano spiegando: «Sono avvenuti e sono in corso processi di trasformazione che non possono essere governati come in passato. Tutti siamo consapevoli che pianificazione urbanistica, tutela dell’ambiente, trasporti e mobilità, servizi, offerta culturale e turistica, politiche fiscali, politiche della casa e di sostegno a soggetti svantaggiati, promozione territoriale ed economica richiedono visione unitaria di coordinamento politico amministrativo. Il piano strategico è lo strumento di governance territoriale».
In pratica, secondo Possenti, il piano strutturale dell’area pisana è lo strumento per governare una città di 200mila abitanti nel rispetto delle autonomie. Il sindaco ha citato alcuni risultati che ha definito significativi. Ha detto: «Il progetto per il trasporto pubblico locale concepisce l’area pisana come un sistema urbano, recepito dalla Regione porterà in futuro vantaggi a tutti, ad iniziare dalla popolazione di Calci. Comunque il regolamento edilizio unificato è una realtà acquisita».
Le difficoltà non vengono sottovalutate. «La formazione del piano - continua Possenti - è un processo complesso. Non ha precedenti in Toscana. Nel maggio 2010 è stato avviato il procedimento, in meno di due anni è stata acquisita la documentazione conoscitiva preparatoria ed è stato messo a punto un documento preliminare di indirizzo». Quindi, l’annuncio: «Dopo l’approvazione in tutti i Comuni dell’area si passerà dagli indirizzi alla progettazione, con l’obiettivo dell’adozione nei primi mesi del 2014».
Ribatte l’opposizione: «Si tratta di una vera annessione. Politicamente sarebbe una blindatura impedendo di fatto l’espressione democratica rappresentata dalle liste civiche locali che contribuiscono costruttivamente al governo del territorio, esprimendo le istanze dei cittadini rappresentanti trasversalmente rispetto agli schieramenti partitici».
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